31 Ottobre 2026 - 17:06:51
di Vanni Biordi
Lo sciopero del 30 ottobre potrebbe essere costato all’economia abruzzese 14,7 milioni di euro in una sola giornata.
È la stima dell’Ufficio studi dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre, che ha calcolato il valore aggiunto potenzialmente perso nelle diverse regioni italiane a causa dell’astensione dal lavoro proclamata da alcune organizzazioni sindacali autonome.
Per l’Abruzzo il valore aggiunto giornaliero viene quantificato in 104,2 milioni di euro. La quota dei lavoratori dipendenti sul totale degli occupati regionali è pari al 70,3%. Applicando a questa componente un’adesione ipotetica allo sciopero del 20%, la CGIA arriva a una perdita potenziale di 14,7 milioni di euro. Il dato richiede una precisazione.
Non si tratta di una somma effettivamente sottratta all’economia regionale, ma di una simulazione basata su un’ipotesi di partecipazione. Al momento della diffusione dello studio non erano ancora disponibili i dati ufficiali sull’adesione. La cifra rappresenta il valore aggiunto che, secondo il modello utilizzato, non sarebbe stato prodotto durante la giornata. Il valore aggiunto misura la ricchezza generata dalle attività economiche.
La CGIA ha applicato una produttività media per lavoratore calcolata su scala nazionale, senza distinguere le differenze tra i singoli settori produttivi. Ha inoltre ipotizzato che i lavoratori autonomi abbiano continuato a lavorare regolarmente anche in assenza di una parte dei dipendenti. Per l’Abruzzo i 14,7 milioni riguardano quindi la perdita diretta di produzione stimata. Non comprendono una quantificazione regionale degli effetti indiretti, legati alle difficoltà nei trasporti, ai servizi pubblici, alle attività sanitarie e all’organizzazione delle imprese.
La stessa CGIA invita a distinguere tra produzione rinviata e ricchezza definitivamente perduta. Diverse attività interrotte durante uno sciopero possono essere recuperate nei giorni successivi. Una visita medica viene riprogrammata, una consegna può slittare e una lavorazione può essere completata successivamente.
C’è anche un costo che riguarda direttamente chi aderisce alla protesta. La giornata di sciopero comporta infatti la perdita della retribuzione e, nella maggior parte dei contratti collettivi, il mancato riconoscimento della relativa quota di tredicesima. Nota a margine: i 14,7 milioni restano legati alle condizioni ipotizzate dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre e non costituiscono un bilancio definitivo della giornata del 30 ottobre.
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