03 Novembre 2026 - 08:38:09
di Redazione
Il giorno 14 novembre 2026 alle ore 18.00, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre inaugurerà la mostra “A giochi fatti” di Umberto Dante a cura di Emiliano Dante.
La mostra nasce dal desiderio, ad un anno dalla morte di Umberto Dante, di rendere omaggio a uno dei protagonisti del dibattito culturale cittadino e regionale degli ultimi quarant’anni, attraverso un aspetto meno noto della produzione, eppure in qualche modo perfettamente congruente con la dimensione saggistica, sia come storico “puro”, sia come storico dei media, dell’arte e del cinema.
Di fatto, Umberto Dante è stato una delle figure più attive del panorama culturale aquilano tra i decenni finali del Novecento e quelli iniziali del Duemila, non solo perché, come storico, ha insegnato a lungo all’Università dell’Aquila e diretto l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea, ma anche perché ha saputo coniugare il rigore scientifico con una tendenza intellettuale profondamente multidisciplinare, dando vita a festival cinematografici, multimediateche e redazioni di riviste.
In questo contesto, che lo ha visto in primissimo luogo operatore culturale, Dante ha inserito una produzione artistica propria, che è diventata pubblica solo negli ultimi decenni della sua vita. Ad un anno dalla sua morte, A Giochi Fatti intende proporre al pubblico proprio dei lavori visivi caratterizzati da un tema fortemente storico e storicizzante, ma anche di una dimensione fortemente autobiografica, per cui la storia nazionale, la storia familiare e la storia personale si intrecciano inestricabilmente nell’uso della fotografia e del documento d’epoca, del collage di elementi del reale e elementi dipinti, nel richiamo continuo alla grande storia del Novecento e alla piccola storia della sua famiglia.
L’idea di documentazione, di destino collettivo e di espressione personale in queste opere si fondono, andando a sovrapporsi in una texture fatta di interventi pittorici di sapore informale, di ricerca fotografica storica, di lavori sull’oggetto già pronto di memoria dadaista, in un insieme che tende ad unire opposti, per finire a essere simultaneamente elegiaco ed ironico, solenne e anti-retorico, intellettuale e infantile, estremamente strutturato eppure leggero, talvolta episodico.
In questa dimensione che unisce costantemente storia collettiva e storia familiare, diviene particolarmente significativo che la mostra sia curata dal figlio maggiore di Umberto Dante, Emiliano, storico dell’arte e filmmaker, che ha già curato per la Fondazione de Marchis numerose mostre.
La mostra sarà visitabile fino al 28 novembre.
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