03 Novembre 2026 - 18:33:12

di Tommaso Cotellessa

L’Aquila seconda provincia italiana per crescita del valore aggiunto, Teramo al tredicesimo posto e Abruzzo seconda regione a livello nazionale. È il quadro che emerge dal report sul valore aggiunto provinciale 2025, elaborato dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere, che fotografa l’andamento economico dei territori italiani a valori correnti.

I numeri premiano le due province abruzzesi, entrambe appartenenti alla Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia. A fronte di una crescita media nazionale del 2,30%, L’Aquila registra un incremento del 3,69%, raggiungendo un valore complessivo di 8.706,4 milioni di euro. Un risultato che le consente di conquistare il secondo posto in Italia, alle spalle di Rimini (+3,92%) e davanti a Bologna (+3,39%).

Performance positiva anche per Teramo, che con una crescita del 3% e un valore aggiunto di 8.771,5 milioni di euro si colloca al 13° posto nazionale. Il risultato delle due province contribuisce a portare l’Abruzzo sul secondo gradino del podio regionale, con un incremento complessivo del 2,84% e un valore di 37.722,7 milioni di euro. Davanti alla regione si posiziona soltanto l’Emilia-Romagna, con il 2,99%.

A trainare la crescita è soprattutto il comparto delle costruzioni. L’Aquila e Teramo condividono infatti il primato nazionale per incidenza del settore sull’economia provinciale, con un peso del 10% sul valore aggiunto complessivo, a fronte di una media italiana del 5,90%. Anche sul fronte della crescita del comparto i risultati sono significativi: L’Aquila è prima in Italia con un incremento del 13,31%, mentre Teramo conquista il secondo posto con il +11,92%.

Segnali positivi arrivano anche dagli altri settori produttivi. Nell’industria la provincia dell’Aquila registra una crescita del 5,32%, che vale il settimo posto nazionale, mentre Teramo segna un incremento dello 0,95%. Bene l’agricoltura, con un aumento del valore aggiunto dell’8,01% a Teramo e del 7,87% all’Aquila, entrambi superiori alla media nazionale del 6%.

Per quanto riguarda il valore aggiunto pro capite, L’Aquila raggiunge i 30.364 euro, salendo al 56° posto nella graduatoria nazionale e guadagnando due posizioni rispetto all’anno precedente. Teramo si attesta invece a 29.244 euro, al 63° posto, con un avanzamento di una posizione.

«I dati certificati dal Centro Studi Tagliacarne e da Unioncamere fotografano una realtà territoriale solida, reattiva e profondamente dinamica», commenta Antonella Ballone, presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia. La presidente sottolinea in particolare il secondo posto dell’Aquila, il risultato di Teramo e il primato condiviso nel settore delle costruzioni, evidenziando anche i segnali di tenuta della manifattura e di ripresa dell’agricoltura.

La Camera di Commercio, conclude Ballone, continuerà ad affiancare le oltre 80mila imprese delle due province attraverso interventi a sostegno dell’innovazione, della sostenibilità e dell’internazionalizzazione, con l’obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e trasformare la crescita economica in competitività e benessere duraturi per il territorio.