04 Novembre 2026 - 13:11:39
di Tommaso Cotellessa
Una visita istituzionale per fare il punto sulle attività dell’INPS in Abruzzo, confrontarsi con il personale e approfondire le prospettive dell’Istituto sul territorio. Questa mattina, presso la Direzione regionale INPS Abruzzo, in corso Federico II, sono arrivati il presidente nazionale Gabriele Fava e la direttrice generale Valeria Wittenberg, accolti dal direttore regionale Antonello Crudo.
La mattinata è stata l’occasione per presentare i risultati raggiunti dalle strutture abruzzesi e i principali progetti strategici dell’Istituto, con particolare attenzione ai servizi ai cittadini, all’innovazione, alla comunicazione istituzionale e alla collaborazione con le altre realtà del territorio. Alle 11, nella sala conferenze della sede regionale, i vertici nazionali hanno incontrato la stampa per illustrare gli obiettivi della visita.
Tra i temi affrontati anche quello culturale, in un anno particolarmente significativo per il capoluogo abruzzese, designato Capitale italiana della Cultura 2026. Il presidente Gabriele Fava ha annunciato il lavoro che l’INPS sta portando avanti insieme al maestro Cappellini, fotografo d’arte e fotografo ufficiale della Biennale, per la realizzazione di un nuovo e inedito catalogo dedicato al patrimonio artistico, architettonico e archivistico dell’Istituto.
«Oggi portiamo qui la cultura perché L’Aquila è la Capitale della Cultura», ha spiegato Fava, sottolineando come il progetto intenda raccontare, attraverso lo sguardo dell’artista, un patrimonio che appartiene alla collettività. «È un patrimonio di tutti e vogliamo restituirlo alla popolazione», ha aggiunto, anticipando il piacere di presentare proprio nel capoluogo abruzzese il risultato di questo lavoro.
Accanto alla valorizzazione culturale, uno dei passaggi centrali della visita ha riguardato il ruolo sociale dell’INPS e la necessità di garantire una presenza capillare dello Stato, soprattutto nei territori caratterizzati da fragilità demografiche e difficoltà di accesso ai servizi.
La direttrice generale Valeria Vittimberga, che in passato ha ricoperto per tre anni il ruolo di direttrice regionale in Abruzzo, ha ricordato il legame con il territorio e con il personale dell’Istituto. «La forza dei valori di un istituto come l’INPS è la forza delle persone, delle donne e degli uomini che tutti i giorni contribuiscono al benessere della comunità regionale e nazionale». Un lavoro che, ha sottolineato, non si esaurisce nell’erogazione delle prestazioni: «Quelli che vanno allo sportello non danno soltanto dei servizi, ma cercano di raggiungere le persone facendo sentire la presenza dello Stato amico».
Un aspetto particolarmente importante in Abruzzo, dove lo spopolamento delle aree interne, l’invecchiamento della popolazione e la denatalità rappresentano sfide sempre più evidenti. «È importantissimo far sentire nelle aree interne che le persone non sono lasciate sole e che i servizi dello Stato non arretrano», ha evidenziato Vittimberga.
In questa direzione si inserisce la scelta dell’INPS di mantenere un forte radicamento sul territorio, anche attraverso la collaborazione con ANCI e il potenziamento dei Punti INPS e dei Punti INPS evoluti nei Comuni. L’obiettivo è superare una logica di semplice risposta alle richieste, anticipando i bisogni dei cittadini e offrendo un quadro complessivo delle prestazioni e delle opportunità disponibili.
«I bisogni sono diventati sempre più complessi e la risposta deve diventare sempre più articolata», ha osservato la direttrice generale, riconoscendo nella collaborazione con le altre amministrazioni e con gli stakeholder territoriali uno strumento fondamentale per costruire risposte integrate.
E proprio sullo spopolamento delle aree interne Vittimberga ha indicato la priorità sulla quale interverrebbe se avesse la possibilità di risolvere una criticità. «In Abruzzo le aree interne hanno una ricchezza straordinaria di tradizioni e di umanità. Bisogna creare le condizioni perché non arretrino i servizi dello Stato, dando agli anziani la possibilità di restare e ai giovani quella di scegliere di vivere in questi territori, dove la qualità della vita può essere migliore se ci sono i servizi pubblici». Un percorso che passa anche da una gestione efficiente dei rapporti con le Asl, dai servizi per la disabilità e dalle misure a sostegno dell’invecchiamento attivo.
A illustrare il quadro delle attività regionali è stato il direttore Antonello Crudo, che ha definito la visita dei vertici nazionali un riconoscimento per il lavoro svolto quotidianamente dal personale abruzzese. «Rappresenteremo al presidente e al direttore quello che stiamo facendo, l’efficienza con la quale lo facciamo e i progetti che abbiamo come INPS, ma anche il modo in cui riusciamo a svolgere il ruolo di amministrazione abilitante, valorizzando le sinergie istituzionali con le altre realtà della Regione».
Tra i risultati evidenziati da Crudo, il miglioramento dei tempi di liquidazione delle prestazioni e la continuità nell’erogazione dei servizi. «I numeri sono in continuo miglioramento, anche su prestazioni storicamente abbastanza sfidanti. L’evoluzione della gestione dei nostri processi e del ruolo dell’INPS sta andando nella direzione giusta. Credo che il risultato più importante sia ridurre i tempi di risposta alle esigenze dei cittadini».
Infine, il tema demografico, particolarmente significativo per una regione in cui il rapporto tra pensionati e lavoratori evidenzia uno squilibrio crescente. Per Crudo, tuttavia, si tratta di una questione che non riguarda soltanto l’Abruzzo o l’Italia, ma l’intero contesto europeo. «È un tema che va affrontato attraverso un miglioramento dell’economia, con interventi che non riguardano tanto il sistema pensionistico quanto il sistema economico nel suo complesso, ma anche attraverso un cambiamento culturale e un sostegno alla crescita delle famiglie».
La visita dei vertici nazionali ha dunque rappresentato un momento di confronto sulle prospettive dell’INPS in Abruzzo, tra innovazione dei servizi, valorizzazione del patrimonio pubblico e attenzione alle trasformazioni sociali e demografiche. Una sfida che, soprattutto nelle aree interne, passa dalla capacità delle istituzioni di garantire prossimità, continuità e risposte concrete ai bisogni delle comunità.
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