04 Novembre 2026 - 15:45:54
di Martina Colabianchi
L’aumento delle tariffe TUA sul collegamento L’Aquila–Roma continua a far discutere la politica.
Dal primo novembre l’abbonamento settimanale è passato da 50 a 65 euro, con un incremento del 30%, mentre quello mensile è aumentato da 160 a 195 euro, quasi il 22% in più.
In una provincia come quella dell’Aquila, caratterizzata da grandi distanze, piccoli comuni, territori montani e collegamenti spesso insufficienti, il costo della mobilità diventa inevitabilmente anche una questione di disuguaglianza sociale e territoriale.
A sostenerlo sono Fabrizio Giustizieri, segretario della Federazione provinciale dell’Aquila Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra, Rosalia Tangredi, segretaria del Circolo di Avezzano e Fabio Rocchesini, segretario del Circolo di Celano.
Chi vive nelle aree interne, per gli esponenti del partito, «sostiene già un costo aggiuntivo in termini di tempo e di accessibilità ai servizi, aumentare ulteriormente il prezzo dei trasporti significa penalizzare proprio quelle comunità che la politica regionale dichiara di voler difendere dallo spopolamento. Non si può continuare a parlare di diritto a restare, di rilancio dei piccoli comuni e di contrasto alla marginalizzazione territoriale, senza riconoscere che la possibilità di raggiungere una scuola, un’università, un luogo di lavoro o una struttura sanitaria costituisce una condizione materiale per l’esercizio di quei diritti».
Per Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra è quindi necessario intervenire immediatamente sui rincari, prevedendo risorse regionali per ridurre il costo degli abbonamenti, con particolare attenzione ai pendolari, ai redditi medio-bassi e a chi non dispone di alternative realistiche al trasporto pubblico.
In questa direzione, Sinistra Italiana – Avs sostiene che sia necessario riprendere e sostenere la proposta avanzata da Luciano D’Amico e dal Patto per l’Abruzzo con il progetto ABRU, biglietto regionale unico a tariffa fissa di 1,40 euro, con validità giornaliera e utilizzabile sulle diverse modalità del trasporto pubblico regionale, indipendentemente dalla distanza percorsa. «Il biglietto unico – sostengono -, accompagnato da un’effettiva integrazione tra trasporto ferroviario e trasporto su gomma, consentirebbe di semplificare gli spostamenti, ridurre le disparità territoriali e incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, con benefici sociali e ambientali».
Altro discorso i collegamenti interregionali, come quello tra L’Aquila e Roma, per cui occorre parallelamente prevedere, per SI-AVS, specifiche convenzioni e strumenti di compensazione tariffaria, affinché anche questi servizi essenziali possano beneficiare di una politica di sostegno ai pendolari. E una particolare attenzione deve essere riservata alle studentesse e agli studenti.
Giustizieri, Tangredi e Rocchesini chiedono alla Regione Abruzzo di avviare un percorso per garantire la gratuità del trasporto pubblico agli studenti, partendo dalle famiglie con redditi più bassi e ampliando progressivamente la platea dei beneficiari. Una misura che dovrebbe riguardare sia gli studenti delle scuole sia quelli universitari, compresi coloro che frequentano istituti e atenei fuori regione.
Del resto, già in altre regioni esistono esperienze simili. La Campania ha confermato per l’anno scolastico e accademico 2026-2027 gli abbonamenti gratuiti per studentesse e studenti in possesso dei requisiti previsti, con una soglia ISEE fino a 35.000 euro. L’Emilia-Romagna, attraverso il programma Salta su!, garantisce abbonamenti gratuiti per gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado e agevolazioni legate all’ISEE per quelli delle scuole superiori. Il Friuli Venezia Giulia riconosce una riduzione del 50% sugli abbonamenti scolastici agli studenti residenti fino a 26 anni.
«Resta inoltre indispensabile investire nella qualità del servizio, nella frequenza e nell’affidabilità delle corse e nel potenziamento dei collegamenti ferroviari – sostengono -, a partire dalla direttrice L’Aquila-Avezzano–Roma. Una tariffa più accessibile deve accompagnarsi a un’offerta di trasporto realmente adeguata ai bisogni dei territori. La Regione Abruzzo ha il dovere di affrontare questa questione attraverso una programmazione organica, individuando risorse, priorità e tempi di attuazione, senza limitarsi a interventi occasionali per contenere le conseguenze degli aumenti».
«Il trasporto pubblico non può essere considerato soltanto una voce di costo da contenere: è uno strumento di redistribuzione, di uguaglianza sostanziale e di coesione territoriale», hanno concluso Giustizieri, Tangredi e Rocchesini.
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