05 Novembre 2026 - 10:35:37

di Martina Colabianchi

Approfondire le faglie potenzialmente attive e capaci e rafforzare la prevenzione del rischio per orientare al meglio le scelte urbanistiche.

Questo l’obiettivo degli approfondimenti tecnici relativi al programma di microzonazione sismica della città dell’Aquila, i cui dettagli sono stati presentati in conferenza stampa, a Palazzo Margherita, dall’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis, dal dirigente comunale Giuseppe Belligno e dal responsabile del servizio PRG Roberto Spagnoli. dai tecnici Ingv che hanno operato le rilevazioni sul territorio aquilano in seguito allo schema di accordo approvato nel 2023.

Colle Sapone, San Gregorio, San Vittorino e San Marco-Pozza, Pianola e Bagno, Bazzano-L’Aquila Est e Tempera le zone prese in esame attraverso un vero e proprio scavo di trincee, grazie alle quali è stato possibile eseguire osservazioni dirette del sottosuolo. Un lavoro durato ben cinque anni, con più di quindici scavi in tutta la città dell’Aquila.

Gli approfondimenti sulle faglie hanno precisato, così, traccia e deformazioni. Le risultanze INGV, integrate con gli studi preesistenti e con le indicazioni del Tavolo Tecnico regionale, hanno aggiornato quindi le perimetrazioni consentendo di distinguere le aree secondo le evidenze disponibili. Dove le evidenze non consentono di ridurle, restano fasce cautelative.

«Abbiamo fatto uno studio approfondito, tra i più approfonditi d’Italia, con delle trincee scavate su tutto il territorio aquilano per andare ad individuare le faglie attive e capaci segnalate dagli INGV e dai geologi che ci assistono in questo lavoro – ha spiegato l’assessore De Santis -. Abbiamo potuto, così, scongiurare la presenza di tante faglie in zone in cui si ipotizzava che potessero esserci, ma che in realtà non ci sono».

Il caso è quello della zona in cui insiste il polo scolastico di Colle Sapone, in cui le indagini INGV non hanno evidenziato una faglia estensionale attiva e capace.

«Abbiamo potuto mettere la parola “fine” a delle ipotesi che sono state, così, scongiurate grazie agli scavi che abbiamo effettuato», ha proseguito l’assessore all’Urbanistica.

L’analisi ha consentito l’individuazione di quattro perimetrazioni differenziate: FAC – Faglie attive e capaci, ZA – Zona di attenzione, ZS – Zona di suscettibilità, ZR – Zona di rispetto.

A partire, quindi, dalle maggiori conoscenze ottenute, che permettono di distinguere le aree in funzione delle evidenze raccolte, si potrà agire direttamente sul territorio intervenendo sulle nuove costruzioni. «L’Aquila è una città sismica, ci sono alcune faglie esistenti sulle quali noi interverremo con una pianificazione urbanistica restrittiva andando, quindi, ad impedire la realizzazione di nuovi edifici e controllando gli interventi di riqualificazione strutturale che si faranno sulle fasce che andremo ad individuare su queste aree», ha spiegato ancora De Santis.

I risultati ottenuti, infatti, entreranno nel quadro conoscitivo e orienteranno il nuovo Piano Urbanistico Comunale.

Lo studio, precisa l’assessore comunale, sarà portato a breve in Consiglio comunale per l’approvazione.