05 Novembre 2026 - 19:33:12

di Andrea Di Paolo

Il progetto “Next Generation” aggiunge un ulteriore tassello al mosaico della valorizzazione sportiva di una città che, con la palla ovale, ha un legame profondo. Il progetto prende il nome di “Next Gen 2.0” e, accanto al consolidato duo formato da Rugby Experience e La Rugby L’Aquila, accoglie anche il Paganica Rugby.

«Le prospettive secondo me – spiega il presidente del Paganica Rugby, Antonio Rotellini – sono ottime. Anzi, io penso che queste sinergie fra le varie società saranno la base per costruire una rete che consenta proprio di mettere a fattor comune esperienze e competenze, per dare ai ragazzi opportunità di stare anche nelle massime serie nel momento in cui sono maturati. Ripongo molte speranze in questa esperienza perché penso che – conclude – partendo dai giovani si possa veramente ricostruire e dare un futuro solido al rugby aquilano».

Una sinergia che guarda al futuro dello sport, ma anche al presente dei giovani rugbisti aquilani, che potranno beneficiare, per il terzo anno consecutivo, di un percorso ben strutturato che renda possibile affacciarsi alle prime squadre, impegnate nelle massime serie italiane.

«Non parliamo di campioni – spiega il coordinatore del progetto, Alessandro Cialone – parliamo proprio di valori e di principi che abbiamo riscontrato con le due società fino ad oggi. Sono gli stessi che portiamo avanti con fatica, ognuno nel suo ambito, tra le tre società che vivono la loro vita in maniera autonoma. Però, attraverso questo progetto, riescono a condividere esperienze e collaborare per aumentare l’offerta formativa – conclude – per i ragazzi stessi».

Nessuno spazio, dunque, all’antisportività. Resta però viva la rivalità sportiva, soprattutto in vista di un appuntamento particolarmente sentito: il derby che vedrà le due squadre affrontarsi sul campo.

«È giusto che le rivalità ci siano ed è giusto che restino – spiega Mauro Scopano, presidente della LA Rugby L’Aquila – perché domenica abbiamo il derby, quindi figuriamoci se non siamo proprio in un contesto migliore per poter dire quanto poi il tifo debba rimanere separato e direzionato. Però, ecco, al di là di questo, ci deve essere una collaborazione fattiva tra le società e l’obiettivo di tutti deve essere quello di massimizzare il valore del territorio. Inoltre, dovremo far emergere più giovani possibili da questo territorio perché – conclude – ce ne sono veramente tanti».