07 Novembre 2026 - 17:39:10

di Tommaso Cotellessa

Scuole ancora ospitate nei moduli provvisori a 17 anni dal terremoto, trasporti pubblici insufficienti e costi dell’istruzione sempre più elevati.

Sono queste le istanze portate in piazza dalle studentesse e gli studenti del Liceo Cotugno dell’Aquila. La mobilitazione ha visto oltre un centinaio di studenti manifestare davanti alla sede del Liceo Musicale, fra gli indirizzi annessi all’Istituto. A promuovere la manifestazione è stato il Collettivo SUM – Studenti Uniti in Movimento che aveva annunciato l’appuntamento come un’occasione per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle condizioni in cui vivono quotidianamente il proprio percorso scolastico.

A partire dalle 8:30 le ragazze e i ragazzi si sono ritrovato nel piazzale del Liceo Musicale, da dove gli si sono mossi in corteo fino a raggiungere la sede principale del Cotugno. Striscioni, cori e interventi al megafono hanno accompagnato una mattinata di mobilitazione, scandita anche dalla musica degli studenti del Liceo Musicale. Nel corso della manifestazione, conclusasi alle 13:30, è stata letta una lettera aperta alla cittadinanza e sono intervenuti anche alcuni docenti oltre che la dirigente scolastica Serenella Ottaviano.

Al centro delle rivendicazioni, innanzitutto, la questione dell’edilizia scolastica. A oltre diciassette anni dal sisma del 2009, numerosi studenti continuano infatti a frequentare le lezioni nei MUSP, i Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio realizzati per fronteggiare l’emergenza post-terremoto. Strutture che, secondo i manifestanti, presentano ormai evidenti segni di deterioramento e non garantiscono spazi adeguati alle esigenze della comunità scolastica.

A questo si aggiungono le criticità del trasporto pubblico, tra collegamenti ritenuti insufficienti e abbonamenti che, denunciano gli studenti, possono superare gli ottocento euro. Infine, il caro-scuola, con costi sempre più difficili da sostenere per le famiglie e una carenza di opportunità formative, stage e attività integrative.

«L’emergenza non può essere la nostra normalità. Non chiediamo privilegi, chiediamo scuole dignitose, trasporti accessibili e un futuro vero», hanno ribadito gli studenti durante la manifestazione.

Alla mobilitazione è arrivato anche il sostegno di Fabrizio Giustizieri, segretario provinciale di Sinistra Italiana – Alleanza Verdi Sinistra dell’Aquila, che ha condiviso le ragioni della protesta, sollecitando una risposta concreta da parte delle istituzioni.

«Facciamo nostro anche un loro slogan, “Persino lo Stato mi ghosta”, perché racchiude una contraddizione che riguarda il rapporto tra le istituzioni e le giovani generazioni», ha dichiarato Giustizieri, sottolineando come i giovani vengano frequentemente indicati come il futuro della società, salvo poi incontrare, a suo giudizio, indifferenza e promesse disattese quando rivendicano i propri diritti.

Per il segretario provinciale di Sinistra Italiana, la condizione dell’edilizia scolastica aquilana rappresenta una delle manifestazioni più evidenti di questa contraddizione. «Ad oltre diciassette anni dal terremoto, nonostante gli interventi realizzati, la ricostruzione delle scuole rimane incompleta e centinaia di ragazze e ragazzi continuano a confrontarsi con condizioni che non dovrebbero appartenere alla normalità di una città che vuole guardare al futuro».

Giustizieri richiama inoltre l’attenzione sulle priorità amministrative del capoluogo abruzzese, evidenziando la necessità di affiancare agli investimenti per la valorizzazione del patrimonio urbano un impegno altrettanto significativo nei confronti dei servizi destinati alle nuove generazioni.

«Una città non diventa più bella soltanto recuperando i propri palazzi o rendendo più accoglienti le proprie piazze: diventa una città migliore quando garantisce servizi, istruzione, opportunità e luoghi nei quali le nuove generazioni possano riconoscersi e costruire il proprio percorso».

Da qui la richiesta di investimenti, tempi certi per la ricostruzione scolastica, un sistema di trasporto pubblico accessibile e un confronto stabile tra istituzioni e studenti.

Nella riflessione del rappresentante di AVS trova spazio anche il valore politico e civile della partecipazione giovanile. La mobilitazione aquilana, secondo Giustizieri, si inserisce in una più ampia stagione di protagonismo studentesco che vede le nuove generazioni tornare nelle piazze per rivendicare un ruolo nelle decisioni pubbliche.

«La democrazia vive anche del dissenso, della contestazione e della capacità delle nuove generazioni di mettere in discussione ciò che viene presentato come inevitabile», ha osservato il segretario provinciale, invitando le istituzioni cittadine ad aprire un confronto concreto sulle questioni sollevate.

Una manifestazione, dunque, che va oltre la denuncia delle condizioni degli edifici scolastici e delle difficoltà quotidiane degli studenti, ponendo al centro il tema del diritto allo studio e del futuro delle nuove generazioni in una città ancora alle prese con le conseguenze del terremoto.

«Le studentesse e gli studenti aquilani non stanno soltanto chiedendo scuole migliori, stanno rivendicando il diritto di essere parte attiva del territorio in cui vivono e del futuro che li riguarda», ha concluso Giustizieri.