07 Novembre 2026 - 18:47:19
di Redazione
Preoccupazione per il futuro occupazionale di novanta lavoratrici e lavoratori somministrati della LFoundry di Avezzano che, a partire dal prossimo gennaio, rischiano di perdere il proprio impiego dopo aver prestato servizio nello stabilimento per anni, in alcuni casi per oltre due decenni. Una situazione sulla quale interviene il Circolo di Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra di Avezzano, esprimendo piena solidarietà ai dipendenti coinvolti e chiedendo un intervento urgente delle istituzioni.
A prendere posizione è Rosalia Tangredi, segretaria del Circolo di Sinistra Italiana-AVS di Avezzano, che denuncia le contraddizioni di un sistema occupazionale nel quale lavoratori impiegati per decenni nelle stesse mansioni dei colleghi assunti direttamente continuano a vivere in una condizione di precarietà contrattuale.
«Persone che hanno svolto per decenni le stesse mansioni dei colleghi assunti direttamente, condividendone turni, responsabilità e sacrifici, sono rimaste formalmente dipendenti da agenzie di somministrazione, senza acquisire quella stabilità sostanziale che la continuità del loro lavoro avrebbe dovuto garantire», sottolinea Tangredi.
Una situazione che Sinistra Italiana definisce espressione di una «precarietà diventata strutturale», nella quale la flessibilità rischia di trasformarsi in uno strumento di sfruttamento. Il Circolo arriva a parlare, sul piano sociale e non giuridico, di una sorta di «moderno caporalato», denunciando una logica che considera i lavoratori risorse delle quali potersi privare al mutare delle esigenze produttive.
La vicenda assume un significato ancora più delicato alla luce degli investimenti annunciati per il rilancio produttivo dello stabilimento marsicano. Secondo AVS, infatti, qualsiasi prospettiva di sviluppo industriale dovrebbe necessariamente tenere conto delle professionalità che hanno contribuito per anni alla vita dell’azienda.
«Non è accettabile immaginare il futuro di uno stabilimento industriale prescindendo dalle persone che, con il proprio lavoro e le proprie competenze, hanno contribuito a costruirne la storia», evidenzia la segretaria.
Da qui la richiesta di un’iniziativa urgente che coinvolga Regione Abruzzo, Governo, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, istituzioni locali, azienda e organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di individuare soluzioni capaci di garantire la continuità occupazionale dei novanta lavoratori.
Tra le ipotesi avanzate dal Circolo figura anche quella dell’assunzione diretta, accompagnata dalla valorizzazione delle competenze maturate negli anni. Fondamentale, secondo Sinistra Italiana, è inoltre assicurare adeguate tutele economiche e occupazionali durante questa fase di incertezza.
Tangredi richiama anche l’amarezza manifestata dai lavoratori nei confronti della politica e delle organizzazioni sindacali, sottolineando la necessità di recuperare un rapporto di fiducia con chi teme di perdere il proprio posto di lavoro.
«Una comunità non può considerare normale che novanta famiglie si ritrovino improvvisamente nell’incertezza dopo aver contribuito per vent’anni alla ricchezza del territorio».
La vicenda diventa infine occasione per rilanciare una riflessione più ampia sul ricorso ai contratti precari. Sinistra Italiana ricorda come il programma nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra preveda il contratto a tempo indeterminato quale forma ordinaria di assunzione, con l’obiettivo di ridurre il ricorso alle diverse tipologie di lavoro temporaneo.
«Dobbiamo impegnarci per contrastare l’abuso dei contratti a termine, della somministrazione e delle altre forme di lavoro temporaneo. Dobbiamo impegnarci perché nessuno resti solo», ribadisce Tangredi.
Per il Circolo di Sinistra Italiana-AVS, dunque, la vertenza LFoundry non riguarda soltanto i novanta lavoratori direttamente coinvolti, ma l’intera comunità marsicana, chiamata a confrontarsi con il tema della tutela dell’occupazione e della dignità del lavoro.
«Il modo in cui vengono trattate queste novanta persone racconta quale valore siamo disposti a riconoscere al lavoro e alla dignità di chi lavora», conclude la segretaria, confermando la disponibilità del Circolo a sostenere ogni iniziativa utile alla salvaguardia dei posti di lavoro.
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