12 Dicembre 2024 - 12:04:57

di Martina Colabianchi

L’Abruzzo vede ancora una volta confermarsi le sue difficoltà in sanità, con un indice di mobilità passiva che grava sulla regione per un – 53.152.512€.

A metterlo nero su bianco sono i nuovi dati sulla mobilità sanitaria interregionale 2023 elaborati dall’AGENAS e presentati questa mattina nella sede del Ministero della Salute.

Il rapporto mostra come il flusso migratorio per ricoveri ospedalieri sia prevalentemente diretto da Sud a Nord. Tuttavia, si rileva anche una mobilità significativa tra le regioni del Centro-Nord, soprattutto quelle di confine. In termini percentuali, il flusso migratorio è così suddiviso: 83,78% al Nord, 68,24% al Centro, e 27,22% al Sud.

La nostra regione riporta un indice di fuga, cioè di persone che si spostano altrove per curarsi, del 21,60% contro un indice di attrazione, ovvero di persone che viceversa arrivano in Abruzzo per sottoporsi a cure ed interventi, del 13,31%. Le regioni più attrattive per la mobilità sanitaria, sempre secondo i dati AGENAS, sono Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.

L’attrazione – rileva l’AGENAS – è in gran parte dovuta ai Drg (meccanismo di rimborso del costo delle prestazioni sanitarie alle aziende ospedaliere) legati alle malattie e disturbi del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo, che rappresentano per le tre regioni rispettivamente il 52%, il 31% e il 34% dell’attrazione totale“.

Non solo, però, dati negativi. L’Abruzzo infatti, rispetto al 2019, ha registrato nel 2023 una riduzione dei costi per la mobilità passiva pari al -2,7%. Dimostrazione, questa, che il fenomeno esiste da molti anni e che, nonostante un leggero miglioramento, necessita di un forte cambio di rotta.

Così come un cambio di rotta lo necessita la capacità di produrre ricoveri rispetto alle richieste che giungono nelle strutture sanitarie abruzzesi. Con una percentuale di posti letto pari al 2,9, di pochissimo sotto lo standard del 3, la nostra regione si classifica però terzultima in termini di soddisfazione della domanda interna, seguita solo da Basilicata e Calabria.