12 Dicembre 2024 - 16:03:12
di Tommaso Cotellessa
Un brutto caso di violenza familiare è quello che nella serata di martedì scorso si è verificato a L’Aquilan, quando, poco prima dell’ora di cena, le grida disperate di una donna hanno allertato i vicini, spingendoli a chiamare il numero d’emergenza 112.
In pochi minuti una pattuglia dei Carabinieri è giunta sul posto. Già dalla strada si potevano udire i rumori di oggetti infranti e le urla di un uomo accompagnate dal pianto di una donna. Guidati dai residenti, i militari hanno raggiunto l’appartamento indicato.
All’interno, una scena angosciante: un giovane di 19 anni è stato bloccato dai carabinieri mentre la madre, che mostrava evidenti segni di percosse, è stata soccorsa e condotta fuori dall’abitazione. Successivamente, la donna è stata trasportata al pronto soccorso per ricevere le cure necessarie. Nel frattempo, il figlio è stato condotto in caserma.
Dopo essere stata dimessa dall’ospedale, la giovane madre ha trovato il coraggio di raccontare la propria storia ai Carabinieri. In un lungo sfogo di oltre due ore, ha ricostruito nei dettagli l’aggressione subita quella sera, riferendo inoltre di una lunga serie di maltrattamenti e angherie patiti nel corso degli anni. Le sue dichiarazioni, insieme agli altri elementi raccolti, sono state immediatamente trasmesse al Pubblico Ministero di turno presso la Procura dell’Aquila.
In casi di questo tipo, la legge prevede l’attivazione del cosiddetto “codice rosso”, una procedura d’urgenza che garantisce priorità alle indagini sui reati di violenza di genere. La risposta del Comando Provinciale di L’Aquila si è rivelata ancora una volta decisiva: solo quest’anno sono oltre 150 le richieste di aiuto ricevute e gestite con tempestività.

Il giovane è stato arrestato in flagranza per maltrattamenti contro familiari e lesioni personali. In attesa dell’udienza di convalida, il ragazzo è stato posto agli arresti domiciliari presso l’abitazione di un parente.
Si ricorda che, nonostante l’arresto, il giovane è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva, come previsto dal principio di presunzione d’innocenza. I provvedimenti adottati dalla Polizia Giudiziaria sono infatti soggetti alla verifica e convalida dell’Autorità Giudiziaria.
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