02 Aprile 2025 - 16:17:57
di Martina Colabianchi
Anche Azione L’Aquila aderirà alla protesta promossa dalle sigle sindacali unite, il 3 aprile davanti all’Emiciclo, per dire no all’aumento delle tasse previsto dalla manovra finanziaria che si discuterà proprio in concomitanza in Consiglio regionale.
«Il nostro partito aderisce a questa protesta e invita tutti i simpatizzanti a partecipare facendo sentire la propria voce contro questo iniquo modo di fare», scrive in una nota il segretario comunale di Azione Angelo Mancini.
«In prima battuta contro il fatto che la Regione di destra abbia taciuto fino a pochi giorni fa sull’esistenza di questo enorme disavanzo, sostenendo anzi il contrario, ingannando letteralmente i cittadini aquilani e abruzzesi a fini elettorali (viste le recenti elezioni regionali). Oltre a questa considerazione, molte altre, a partire dal fatto che soprattutto all’Aquila si chiedono più soldi alla gente a fronte di un servizio scadente, pericoloso persino per la salute delle persone, con liste di attesa indegne di un paese civile, imputabili a chi gestisce politicamente il settore e non a chi ci lavora, prima vittima di questa disorganizzazione».
«Troviamo inoltre veramente incredibile che l’aumento dei costi, affatto trascurabile, – continua Mancini – da 250 fino a 1000 euro all’anno, colpisca soprattutto la classe media, insegnanti, impiegati, operai ecc.. che sempre di più sta passando in una condizione di povertà, stretta tra bollette energetiche pazzesche, tasse nazionali alte, aumento dei costi delle materie di sostentamento e ora con una media di 500 euro in più da pagare per colpa della destra».
«Oltretutto, alla gente comune a cui apparteniamo e che vogliamo rappresentare, che aspira ad una onesta esistenza, si chiedono i soldi 2 volte: la prima per pagare l’Irpef, la seconda per rivolgersi al comparto sanitario privato nel momento in cui ha bisogno di una visita, di un esame diagnostico, dati i tempi di attesa spesso superiori a un anno che offre il nostro malandato ospedale».
«Noi la politica la facciamo e la valutiamo senza ideologia sulla base dei fatti. Sono i fatti che bocciano questa destra al governo e crediamo sia arrivato il momento di reagire, di urlare che così non può andare», conclude il segretario di Azione.