03 Aprile 2025 - 10:09:52

di Martina Colabianchi

I gruppi di opposizione hanno occupato il Consiglio regionale d’Abruzzo. L’azione contro la riforma fiscale che approderà oggi in Aula e che prevede l’aumento dell’addizionale Irpef a scaglioni di reddito per coprire il buco della sanità abruzzese.

Nel pomeriggio, alle 14, è previsto un sit-in promosso dai sindacati. La mobilitazione si oppone proprio all’aumento dell’addizionale Irpef. Sempre alla stessa ora è in programma la seduta del Consiglio regionale, ma l’occupazione dell’aula potrebbe comprometterne lo svolgimento.

Il centrodestra, diviso inizialmente sulla proposta di Fratelli d’Italia di alzare l’aliquota per i ceti medi al 3,23%, parrebbe essersi ricompattato sulla controproposta di Lega e Forza Italia che avrebbero ottenuto un abbassamento sotto l’asticella del 3.

«E’ lo strumento estremo nel pieno rispetto delle istituzioni cui abbiamo deciso di far ricorso per evidenziare come questo governo di centro-destra abbia cacciato la regione in un vicolo cieco – ha commentato il leader delle opposizioni Luciano D’Amico Il provvedimento che portano in approvazione prevede l’innalzamento alle aliquote massime, voglio ricordare che per i redditi fino 28mila euro, l’aliquota massima per legge è 1,73 e gli altri di fatto a 3,33, quindi le aliquote andranno al massimo. Ciò che ci viene detto è di approvare questa manovra perché altrimenti il ministero dell’Economia e finanze potrebbe portare al massimo le aliquote, ma in un caso o nell’altro, le aliquote saranno quelle e gli abruzzesi si troveranno a dover pagare imposte ulteriori in un momento in cui inflazione è al 20% e il governo Meloni, che aveva annunciato di ridurre ciò che loro definivano ‘pizzo di Stato’, cioè la pressione fiscale, l’ha portata invece dal 41,4% al 42,6%».

«Questo significa che gli abruzzesi con l’aumento delle tasse avranno una riduzione del 25% del potere di acquisto – ha aggiunto – Il governo riteniamo che non debba limitarsi a fare la somma dei costi e ripartirla tra gli abruzzesi, ma debba invece stabilire una strategia per aiutare i cittadini nel momento in cui hanno più bisogno e cioè nel momento in cu è necessario rafforzare il potere di acquisto degli abruzzesi cercare quantomeno di fornire dei servizi di assistenza sanitaria adeguata. Invece ci troviamo con abruzzesi costretti a farsi curare fuori, a rinunciare alle cure e a pagare il massimo dell’addizionale che, voglio ricordare, nel disegno di legge, non necessariamente è destinato alla sanità. Ciò che temiamo avendone avuto conferma in tutte le leggi licenziate in questa legislatura, è che l’addizionale andrebbe a finanziare mille rivoli di interventi a pioggia, non solo la legge Mancia, ma anche tutti gli altri provvedimenti che sistematicamente vengono inseriti nelle leggi approvate dal Consiglio».