29 Novembre 2025 - 16:24:55
di Martina Colabianchi
Si è discusso della valorizzazione e dello sviluppo del rugby femminile nel corso dell’incontro al quale hanno preso parte autorevoli esponenti della palla ovale nazionale organizzato dal comitato abruzzese della Federazione Italiana Rugby.
L’incontro si è tenuto nella sala convegni Zordan ospitato dall’Università degli Studi dell’Aquila.
Si è da poco conclusa la decima Rugby World Cup femminile, la massima competizione mondiale per la categoria, e l’affluenza negli stadi e il numero di persone che ha seguito le partite in tv ha superato i precedenti record, confermando ancora una volta come il rugby femminile stia sempre più conquistando il cuore del pubblico. Un momento chiave che fa da spartiacque.
Ma quali sono dunque le prospettive per le rugbiste in Italia e sul territorio abruzzese?
«Sono gli uomini a non essersi accorti che le donne sono ormai tanto rugby – dichiara Antonella Gualandri, vicepresidente nazionale Fir -. A L’Aquila, su quattro società che ci sono in città, due presidenti sono donne e la terza ha un’anima tutta femminile. Io stessa sono vicepresidente della Federazione, la prima a ricoprire questo ruolo. I numeri ancora non ci danno ragione, ma siamo a lavoro per combattere il pregiudizio perché il rugby è uno sport di contatto dove le donne esprimono il meglio di loro stesse».
Parole a cui fanno eco quelle di Marco Molina, presidente Fir Abruzzo.
«Sono contentissimo che sia nato qualche anno fa questo club al femminile che si occupa della promozione e dello sviluppo del rugby femminile – ha dichiarato -. Stanno facendo un grandissimo lavoro e non solo in città, ma cercando di interagire con tutte le realtà della regione per portare avanti un progetto davvero importante. Sono ragazze veramente dinamiche e questo convegno ne da contezza, perché sono riuscite a realizzare in pochissimo giorni, con il coordinamento di Carla Ianni, un grandissimo evento che è una sintesi di tutto ciò che deve essere il rugby: sport, istruzione e divertimento».
«Il ruolo delle donne in questo sport è fondamentale perché è un’opportunità per tutto il movimento, anche per quello maschile – afferma anche Daniele Pacini, direttore tecnico Fir -. È un’opportunità anche stare in questa sede perché per noi è importante rimanere a contatto con gli ambiti istituzionali e culturali del nostro Paese, perché il rugby è cultura e vogliamo che mantenga questo stato».
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