29 Novembre 2025 - 16:40:51
di Martina Colabianchi
Sarebbe stato torturato e picchiato nel carcere minorile di Casal del Marmo uno dei ragazzi detenuti con l’accusa di aver abusato una 12enne a Sulmona e di aver, poi, diffuso i video tramite Whatsapp.
A rendere nota la vicenda è il padre del 14enne, che ha presentato una denuncia alla procura di Sulmona.
«Mio figlio – scrive – è stato di nuovo picchiato in carcere anzi stavolta torturato. Gli ho visto lesioni al volto, al petto, alle braccia. Deve pagare per quello che ha fatto ma non è la tortura e le continue aggressioni verbali e fisiche che gli faranno comprendere quanto accaduto, anzi lo devieranno del tutto».
L’indagine era partita alla fine di agosto, quando la giovanissima vittima aveva trovato il coraggio di contattare il numero 114 ‘Emergenza infanzia’ e raccontare di essere stata costretta a subire abusi sessuali, anche di gruppo, sotto minacce di morte e di diffusione di un video a contenuto sessualmente esplicito che la ritraeva, realizzato a sua insaputa da uno dei due minori.
Il genitore del 14enne si è rivolto al commissariato del centro peligno, dopo aver fatto visita al figlio ed aver scoperto di ulteriori e più gravi violenze e minacce. «Il 14enne sembra esser stato torturato con una spazzola di ferro e lamette – spiega all’Ansa l’avvocato della famiglia, Alessandro Margiotta -. Credo lo facciano per gioco, probabilmente per il tipo di reato, ma anche probabilmente perché racconta di queste violenze e loro lo puniscono sempre di più. Ma il mio assistito è stato anche minacciato: agli altri detenuti gli hanno detto di riferire al padre di portare droga da fumare, altrimenti lo ammazzeranno. Il ragazzino si trova in cella con il 17enne, l’altro minore coinvolto nello stesso caso, altrettanto sconvolto perché hanno picchiato anche lui ma non ha nessuno che lo va a trovare, non ha i genitori qui».
L’avvocato ha annunciato che lunedì chiederà “per la terza volta” il trasferimento dal carcere romano.
«Bisognerà che la procura di Roma si attivi per verificare le condizioni di tutti i ragazzi lì dentro», conclude l’avvocato.
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