Paolucci e Marinelli su debito sanitario: "Abruzzo indebitato cinque volte di più rispetto al dato Italia. La gestione non va, serve una vera svolta"

30 Novembre 2025 - 17:18:35

“La sanità abruzzese è cinque volte più indebitata della media italiana,
il dato più clamoroso che emerge dai consuntivi della Corte dei Conti è
questo. La nostra Regione pesa appena per il 2% sul Fondo sanitario
nazionale; se fossimo in linea con il disavanzo del Paese, che ha
raggiunto 1,5 miliardi, oggi dovremmo registrare un rosso di circa 35
milioni. Invece il numero che emerge dall’analisi è 103 milioni. Questo
significa che l’Abruzzo ha prodotto un debito sproporzionato, enorme e
del tutto ingiustificabile rispetto al contesto nazionale. In pratica
rappresentiamo quasi il 10% del deficit Italia in sanità, con più tasse
meno Lea e meno servizi. È un fallimento di proporzioni enormi”, lo
affermano il capogruppo PD in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, e il
segretario regionale del PD, Daniele Marinelli.

“Nel 2018, con il governo regionale di centrosinistra, la sanità
chiudeva in pareggio, con un avanzo di 88.000 euro e l’Abruzzo era
appena uscito dal commissariamento nel 2016 grazie a un lungo e
difficile lavoro di risanamento – ricordano i due esponenti PD – . In
soli sei anni di governo del centrodestra il deficit è passato da 12,6
milioni a 103,8 milioni, con una proiezione per il 2025 che supera i 126
milioni, come certificato dal tavolo di monitoraggio. Ci troviamo di
fronte al quadro più grave degli ultimi quindici anni. Ok, tutta Italia
soffre, dice Marsilio, ma non nei termini abruzzesi: ci sono regioni che
chiudono in attivo, come Lazio, Campania, Lombardia e Veneto. L’Abruzzo
invece entra di diritto nel gruppo delle realtà più in difficoltà,
nonostante un territorio più piccolo e quindi più facilmente governabile
nelle dinamiche contabili. È chiaro che il problema non è “il sistema”,
ma la gestione. Con inevitabili conseguenze. Infatti i dati della
Fondazione Gimbe confermano che, mentre il pubblico arranca, cresce la
spesa delle famiglie verso strutture private non convenzionate: +137%.
Un vero segnale d’allarme, che in Abruzzo si amplifica a causa di liste
d’attesa infinite, carenze di personale, reparti in sofferenza e servizi
che non riescono a dare risposte tempestive. Di fronte a questo scenario
la giunta Marsilio, dopo aver negato per anni i problemi, dicendo bugie
alla comunità, è stata costretta a chiedere aiuto a Roma. Ma non basta
evocare criteri di riparto diversi: quando si produce un debito cinque
volte superiore alla media nazionale, è evidente che la responsabilità è
politica e gestionale.

Per invertire questa deriva servono trasparenza sui conti, un piano
straordinario per abbattere veramente le liste d’attesa, investimenti
sul personale, riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale e
un rapporto pubblico-privato basato sull’integrazione e non
sull’abbandono dei cittadini. L’Abruzzo deve tornare ad avere una sanità
pubblica solida e credibile, perché l’Abruzzo non sia più la prima
regione d’Italia con cittadini che rinunciano alle cure, ma perché la
salute degli abruzzesi e la prevenzione da parte istituzionale, venga
prima di tutto”.