30 Novembre 2025 - 18:36:20
di Tommaso Cotellessa
Si è chiusa in un tripudio di profumi, eccellenze e pubblico la quarta edizione della Fiera internazionale del tartufo d’Abruzzo “Dal respiro alla terra”, ospitata nella suggestiva cornice di piazza Duomo a L’Aquila.
Una tre giorni che ha visto la presenza di oltre 15.000 visitatori, secondo i dati raccolti dalla Protezione civile regionale, e che ha confermato l’evento come uno dei principali appuntamenti italiani dedicati all’agrifood di qualità.
Protagonista della terza e ultima giornata è stato lo chef stellato aquilano William Zonfa, che per il quarto anno consecutivo ha preso parte alla manifestazione, testimoniando la sua crescita e il ruolo sempre più centrale del tartufo d’Abruzzo nei mercati nazionali e internazionali. «È il quarto anno che partecipo a questa Fiera – ha detto Zonfa – e l’ho vista crescere e consolidarsi. Grazie ad essa il tartufo d’Abruzzo, nero e bianco, ha cominciato a farsi conoscere per le sue qualità uniche, legato al territorio»
Durante la sua masterclass, apprezzatissima dal pubblico che ha gremito la tensostruttura riscaldata di mille metri quadrati, lo chef ha proposto un risotto alla carbonara impreziosito dal tartufo bianco, utilizzando esclusivamente prodotti abruzzesi: guanciale, pecorino e brodo di carne. Presente in sala anche un gruppo dell’associazione Movimento Parkinsieme dell’Aquila.
A sottolineare il valore strategico della manifestazione per l’intero comparto agroalimentare è stato il vicepresidente della Regione Abruzzo, con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente: «Zonfa è un ambasciatore della nostra cucina nel mondo. La gastronomia è un pilastro del modello Abruzzo, un volano per turismo e produzioni locali. Investiamo molto sui giovani chef, coinvolgendo scuole e istituti come l’Alberghiero dell’Aquila, presenti qui con entusiasmo e professionalità».
Zonfa ha poi ricordato l’importanza di coniugare tradizione e innovazione: «I sapori dei nostri nonni rappresentano la base da cui partire. Sta a noi reinterpretarli, per attualizzare profumi e ricordi della nostra terra».
La giornata ha ospitato anche la rievocazione storica “Ritorno al Medioevo” e attende nel pomeriggio uno dei momenti più significativi dell’intera kermesse: la presentazione della Docg Casauria, che coinvolge 18 comuni del pescarese e una ventina di aziende produttrici di Montepulciano.
L’edizione 2025 ha inoltre consolidato la vocazione internazionale della Fiera, che ha accolto diplomatici come Yorio Ito, ministro consigliere dell’Ambasciata del Giappone, e Ovidiu Pufu dell’Ambasciata di Romania, oltre a buyer provenienti da Corea, Australia, Cina, Arabia Saudita, Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Polonia e Lituania. Numerosi gli incontri B2B che hanno aperto nuove opportunità commerciali non solo per il tartufo, ma anche per prodotti simbolo dell’Abruzzo come olio, zafferano, vino, pasta, birra artigianale, formaggi, salumi e dolci.
Quest’anno, per rendere la visita ancora più interattiva, è stata presentata la nuova app Abruzzo.eat, disponibile per iOS e Android, che raccoglie una sezione dedicata ai ristoranti con menù speciali al tartufo attivi nelle tre giornate della Fiera.
L’evento è stato reso possibile grazie al contributo della Regione Abruzzo, del Masaf, del Comune dell’Aquila, delle fondazioni Pescarabruzzo e Carispaq, della Camera di Commercio Gran Sasso, dell’Arpa, dei GAL regionali e del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, insieme a istituti scolastici e associazioni territoriali.
La Fiera del tartufo d’Abruzzo si conferma così non solo una celebrazione del gusto, ma un grande progetto culturale, turistico ed economico, capace di raccontare l’identità di un territorio che guarda alle sue radici per costruire futuro.
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