30 Dicembre 2025 - 15:29:14

di Martina Colabianchi

Una città priva di servizi e sempre più costosa, gravi crisi occupazionali e assenza di programmazione per il suo sviluppo: è questo il severo bilancio di fine anno del consigliere comunale di L’Aquila nuova Paolo Romano.

«I dati ci rimandano invece un territorio senza una visione industriale e infrastrutturale che la ricostruzione post sisma, Restart, Pnrr e Pnc avrebbero dovuto consegnarci – scrive il consigliere di opposizione -. Ci hanno ubriacato con ben due anni giubilari che, dicevano, avrebbero restituito impulso anche al settore del commercio e del turismo. Stiamo invece assistendo da anni a un grande bluff che ingrassa ristrette cerchie restituendo una città sempre più costosa, anche nella raccontata estetica di facciata, che nega servizi e vivibilità».

Ed il territorio soffre per le varie vertenze aperte, che abbiamo raccontato più volte nel corso di quest’anno: «l’Aura, la vicenda Dante Labs, l’incompleta internalizzazione di INPS Servizi, i precari della Giustizia, della Sanità e del PNRR ci rimandano depressioni lavorative – dunque economiche – che toccano circa 700 famiglie di una città che conta poco più di 70mila residenti – ricorda Romano -. Senza dimenticare il caso Asm, una partecipata comunale con debiti milionari, una condizione di precarietà diffusa, un concorso bloccato da tre anni e la raccolta rifiuti in pericolo: la dimostrazione di come anche il Comune possa diventare fattore di precarizzazione e disservizi se manca una guida politica chiara».

«L’Aquila non ha una regia pubblica che dica con chiarezza su che tipo di economia si vorrebbe investire e, soprattutto, per chi – continua il consigliere di minoranza -. E questo vale anche per Capitale della Cultura 2026, ultimo bacino, in ordine di tempo, di soldi pubblici e comunicazione roboante. I ritardi sulla programmazione sono imbarazzanti e diffusa è la paura che l’amministrazione stia tentando di nascondere parecchie inadeguatezze: mi auguro per esempio che gli 800.000 euro di soldi pubblici che andranno alla Fondazione Maxxi per un evento espositivo curato da Maurizio Cattelan non serviranno a farci ritrovare una banana sulla torre civica ancora imbragata, come nei vezzi stranoti dell’artista, ma producano qualcosa di stabile e duraturo per inserire L’Aquila nei circuiti di vera arte del Paese. A Teramo la mostra che per la prima volta ha portato Caravaggio in Abruzzo – e che segue quella su Banksy e l’esposizione immersiva su Van Gogh – è costata al Comune neanche 150mila euro e ha proiettato di diritto la città sui panorami nazionali».

«Questa amministrazione ha dato prova di non avere visione e coraggio politico -conclude -. Perché una politica che nelle sue scelte pubbliche non tutela chi lavora, che accetta il precariato come prezzo della sopravvivenza economica, che non offre servizi a chi vive o visita la città non costruisce futuro: consuma il presente dei suoi cittadini e ne infanga il passato».

Non tarda ad arrivare la replica del presidente della terza commissione consiliare Fabio Frullo, che bolla le parole di Romano come una «rappresentazione che non corrisponde alla realtà dei fatti né al lavoro concreto portato avanti in questi anni».

«La ricostruzione post-sisma, i programmi Restart, Pnrr e Pnc non sono slogan né “bluff”: sono cantieri aperti, risorse intercettate, opere avviate e servizi potenziati. Chi governa ha il dovere di trasformare fondi straordinari in risultati strutturali, e questo è esattamente ciò che l’Amministrazione sta facendo, affrontando problemi complessi ereditati da decenni e non certo nati oggi», prosegue.

«Sul fronte occupazionale, citare singole vertenze senza ricordare il lavoro istituzionale svolto al fianco di lavoratori, sindacati e livelli di governo competenti è un esercizio incompleto. L’Amministrazione comunale non ha mai voltato le spalle a nessuna crisi, agendo nei limiti delle proprie competenze e facendosi parte attiva nei tavoli di confronto».

«Per quanto riguarda Asm, – continua Frullo – è bene ricordare che le criticità finanziarie e organizzative non sono frutto di improvvisazione recente, ma di scelte stratificate nel tempo. Proprio per questo è stato avviato un percorso serio di risanamento, riorganizzazione e tutela dei servizi essenziali, evitando facili annunci e lavorando su basi sostenibili».

«L’Aquila oggi è una città che investe su infrastrutture, cultura, turismo, servizi e qualità urbana, con una visione che tiene insieme sviluppo economico e coesione sociale. Negare questo significa ignorare i dati, i cantieri, le politiche attive e l’impegno quotidiano di chi amministra. Il confronto è sempre benvenuto, ma servirebbe meno retorica apocalittica e più proposte concrete. Perché L’Aquila non ha bisogno di essere raccontata peggio di ciò che è: ha bisogno di essere governata con serietà – conclude -. Ed è quello che stiamo facendo».