03 Gennaio 2026 - 16:01:03

di Martina Colabianchi

«Non abbiamo dormito per le ripetute esplosioni nella notte: si vedeva fumo e si sentivano urla. Ora sembra tutto tranquillo, ma la tensione resta alta e resteremo in casa, senza andare al lavoro, né a fare la spesa».

E’ quanto raccontato all’Ansa da un abruzzese residente a Caracas sentito al telefono. Sono tanti gli abruzzesi nella capitale venezuelana, la cui notte tra venerdì e sabato è stata squarciata da una serie di forti esplosioni che hanno annunciato l’attacco sferrato dagli Stati Uniti, culminato nella cattura del leader Nicolas Maduro e di sua moglie.

«Tutti quelli con cui sono riuscito a parlare stanno bene – ha continuato -. Le emozioni sono contrastanti, aleggiano incertezza e paura. Rimarremo chiusi in casa finché la situazione non sarà più chiara», conclude.

«La situazione è molto delicata, dobbiamo mantenere la calma: questo è l’inizio della libertà. Le persone a Caracas non devono uscire in strada. Noi italo-venezuelani in Italia è come se fossimo lì con loro, con quelli che sono rimasti in Venezuela: le emozioni sono le stesse. Siamo tutti in contatto diretto, minuto per minuto, tutti gli italo venezuelani nella capitale latina e quelli in Italia, e siamo molto emozionati, ma anche impauriti», racconta sempre all’Ansa un’italo-venezuelana residente in Abruzzo, volontaria di un’associazione umanitaria che porta aiuti a Caracas, dove è nata e cresciuta.

«Sono tornata molte volte in Venezuela – spiega – ma non negli ultimi anni. Mi manca tantissimo: vivo in Abruzzo da trent’anni e sto bene. Vedremo anche in Europa come evolverà la situazione, perché nemmeno qui il quadro economico è florido. In seguito a quanto sta accadendo in Venezuela, molti italo-venezuelani potrebbero decidere di tornare in Italia: non tutti hanno fatto fortuna, mentre altri, che vivono qui da anni, non aspettano altro che poter rivedere il proprio paese».