04 Gennaio 2026 - 16:39:44
di Tommaso Cotellessa
Non si ferma l’attivismo dei comitati civici “Oltre il MUSP” e “Scuole Sicure”, impegnati da oltre quindici anni sul fronte della ricostruzione scolastica all’Aquila. Un impegno costante che ha tenuto alta l’attenzione della società civile sul tema dell’edilizia scolastica nella città dell’Aquila in seguito al terremoto che nel 2009 colpì il capoluogo abruzzese, con il preciso scopo di fare del territorio aquilano un’area in cui il rischio sismico fosse ridotto al minimo così da diventare un’eccellenza a livello internazionale con scuole belle e sicure, così come gli attivisti ripetono ormai da anni.
L’attività dei comitati, a partire dalla loro nascita, si articolata su diversi fronti: hanno organizzato sit-in e presidi, nonché cortei di protesta vedendo collaborare studentesse e studenti, genitori e corpo docente, tuttavia affianco alle iniziative di protesta e denuncia i comitati anno sempre affiancato il dialogo con le istituzioni proponendosi parte attiva all’interno dei tavoli istituzionali e collaboratori nei processi di programmazione della ricostruzione.
Proprio in questa seconda linea di azione si inserisce l’incontro che il prossimo 7 gennaio vedrà i comitati incontrare la Struttura di Missione Sisma 2009 per il coordinamento della ricostruzione, assieme ai rappresentanti del Comune dell’Aquila e dell’Usra.
L’incontro, guidato dal consigliere della Corte di Cassazione Mario Fiorentino, nasce dalla necessità di affrontare nodi rimasti irrisolti a quasi diciassette anni dal terremoto del 2009: la mancata ricostruzione di numerose scuole pubbliche, la permanenza di studenti nei MUSP e le criticità legate agli edifici scolastici con bassi indici di vulnerabilità sismica.
I comitati avevano da tempo sollecitato un confronto con la Struttura di Missione e, nelle scorse settimane, avevano anche inviato una richiesta di audizione al Presidente della Repubblica, con l’obiettivo di portare all’attenzione delle istituzioni nazionali una situazione che continua a rappresentare una ferita aperta per la città. Una condizione che appare ancora più grave alla vigilia del 2026, anno in cui L’Aquila sarà Capitale italiana della Cultura.
Proprio a seguito di queste iniziative è arrivato l’invito al confronto istituzionale del 7 gennaio, che i comitati considerano un passaggio fondamentale.
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