07 Gennaio 2026 - 16:16:18
di Martina Colabianchi
I 24 giovani richiedenti asilo che da settimane dormono all’addiaccio all’Aquila saranno comunque accolti al riparo nelle ore notturne.
Lo ha riferito Paolo Giorgi della Fraterna Tau a margine di un sopralluogo effettuato dalla Polizia municipale nell’area della chiesa di San Bernardino a Piazza d’Armi.
L’assistenza, spiega Giorgi, sarà garantita in locali che non sono soggetti ad ordinanza di demolizione. Questa sera, a partire dalle 20, proprio davanti alla struttura in legno associazioni e realtà attive sul territorio si riuniranno per esprimere solidarietà nei confronti dei migranti e, con l’occasione, chi vorrà potrà donare indumenti invernali, coperte e generi alimentari.
La proposta di ospitare i giovani nella chiesa, arrivata da Giorgi, era stata respinta dall’assessore comunale all’Urbanistica, Francesco De Santis, che ha poi ribadito trattarsi «non di sua personale posizione, bensì del Comune» dopo lo scatenarsi di un vero e proprio caso politico con le opposizioni che si richiamano, oltre che alla sicurezza, anche a principi morali. Ultima in ordine di tempo la consigliera del Pd Stefania Pezzopane, che si chiede: «Lasciare un migrante per strada è davvero più sicuro che inserirlo in un circuito di accoglienza ordinata e controllata? Le cosiddette “zone rosse” e i DASPO urbani servono solo a spostare il problema dagli occhi dei cittadini, parlando alla pancia dell’elettorato, senza risolvere nulla. E infine la questione morale. In una città che celebra la Perdonanza e richiama la figura di Celestino V, che senso ha riempirsi la bocca di fede, salire sui palchi con papi, cardinali e vescovi, e poi negare un riparo a chi rischia di morire di freddo? Perché rifiutare la proposta, semplice e umile, di aprire in emergenza la chiesa di San Bernardino per accogliere i rifugiati? Perché minacciare la demolizione di una chiesa nata per accogliere i più fragili?».
Sulla struttura di piazza d’Armi, costruita nell’immediato post-sisma, di fatto, pende un’ordinanza di demolizione, legata alla cessazione delle funzioni di emergenza sisma.
La Onlus sottolinea l’importanza di distinguere tra chiesa e servizi: la demolizione riguarda chiesa e “conventino” annesso, mentre mensa e area servizi possono restare operative fino al rientro nella sede originaria. La via d’uscita sarebbe un rinnovo di convenzione, con trasferimento della proprietà dell’intero complesso al Comune dell’Aquila e gestione dei servizi a Fraterna Tau.
«L’ex chiesa in Piazza d’Armi non ha alcun titolo per diventare un dormitorio» ha detto l’assessore De Santis, aggiungendo che il Comune non consentirà occupazioni abusive di una struttura destinata a demolizione e che la priorità è garantire «sicurezza e legalità».
Con un comunicato sono anche intervenuti a sostegno dell’assessore, i consiglieri di maggioranza di “L’Aquila Protagonista“: «Non esiste alcuna autorizzazione comunale per la realizzazione di un dormitorio all’interno della struttura».
Si è schierata invece a favore della proposta di Fraterna Tau il gruppo L’Aquila Coraggiosa, che in una nota loda il coraggio della onlus che «mette da parte sterili polemiche ed offre una soluzione, seppur momentanea, concreta. Esattamente quello che la nostra amministrazione non riesce, o non vuole fare».
E ancora, in merito alla gestione dell’accoglienza: «Il Comune, il sindaco Biondi e la Giunta trovano accettabile tutto questo? Hanno intenzione di prendere in mano la situazione cercando, finalmente, soluzioni concrete o per l’ennesima volta si limiteranno a qualche dichiarazione sulla stampa? Noi come gruppo politico supporteremo e parteciperemo, come sempre abbiamo fatto, a qualsiasi iniziativa cittadina per portare solidarietà ed aiuto alle persone migranti, garantendo anche pieno sostegno dal punto di vista istituzionale ad un dibattito serio e concreto sulla vicenda, affinchè si possano intraprendere soluzioni reali che garantiscano la dignità di tutte e tutti e che rendano davvero L’Aquila una città accogliente».
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