09 Gennaio 2026 - 10:27:04

di Martina Colabianchi

Il tema dell’accoglienza dei migranti a L’Aquila arriva all’attenzione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella con una lettera a lui indirizzata da Paolo Giorgi, presidente della Fraterna Tau, e dal segretario aquilano della Cgil Francesco Marrelli.

Nei giorni scorsi circa trenta persone arrivate nel capoluogo da Pakistan e Afghanistan, dopo aver dormito per diversi giorni all’addiaccio, sono stati ospitati negli spazi della mensa di Celestino per la notte prima di partire, la mattina seguente, alla volta della Calabria.

Quanto accaduto è stato preceduto da uno scontro politico acceso tra l’assessore del Comune dell’Aquila Francesco De Santis e Fraterna Tau, dopo che la onlus aveva proposto di aprire le porte della chiesa di San Bernardino a Piazza d’Armi per ospitare i migranti. Dall’assessore era arrivato un secco rifiuto.

Sulla struttura in questione pende, infatti, un’ordinanza di demolizione alla luce della sentenza n. 2113/2025 del Consiglio di Stato, in relazione alla cessazione delle funzioni di emergenza post-sisma, ma le associazioni che vi operano chiedono di preservarla per l’accoglienza e per le cerimonie cattoliche e ortodosse, attraverso una convenzione.

Ma quanto accaduto ha di nuovo posto sotto i riflettori la necessità di un dormitorio pubblico in città. Questo il punto posto all’attenzione del presidente Mattarella da Marrelli e Giorgi, che chiedono il suo intervento affinché a L’Aquila venga garantito quanto tutelato dall’articolo 10 della Costituzione italiana che garantisce agli stranieri pari dignità e i diritti umani fondamentali, anche a mezzo della tutela del diritto d’asilo e del dovere dello Stato di conformarsi al diritto internazionale, così come, all’art. 35, riconosce la libertà di emigrazione e tutela il lavoro italiano all’estero, promuovendo accordi internazionali per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

Di seguito il testo completo della lettera indirizzata al capo dello Stato.

Signor Presidente,

Le scriviamo nella Sua alta qualità di garante della nostra Costituzione e dei valori che essa promuove e in virtù di quanto da Lei spesso ricordato sul tema dei migranti, a proposito del quale ha più volte evidenziato l’importanza dell’integrazione, della dignità umana e della solidarietà. Le sue parole, in più occasioni, hanno sottolineato l’importanza della reciproca comprensione ed incentivato una visione inclusiva, rappresentando l’accoglienza dei migranti un modo per rafforzare la comunità anche rispetto al futuro del nostro Paese, in linea con i valori costituzionali di solidarietà sociale.

Invero, la Costituzione italiana tutela i diritti fondamentali della persona umana, per tutti e tutte. In particolare, la Costituzione, all’articolo 10, garantisce agli stranieri pari dignità e i diritti umani fondamentali, anche a mezzo della tutela del diritto d’asilo e del dovere dello Stato di conformarsi al diritto internazionale, così come, all’art. 35, riconosce la libertà di emigrazione e tutela il lavoro italiano all’estero, promuovendo accordi internazionali per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

Ancora più importanti sono i principi di uguaglianza e di non discriminazione con i quali la Costituzione riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e della donna e l’eguaglianza in senso formale e sostanziale, accompagnata dal riferimento alla “pari dignità sociale”, di tutti e di tutte, stranieri inclusi. E la “pari dignità” viene esattamente ricostruita quale ponte tra i diritti inviolabili dell’articolo 2 e l’eguaglianza, per cui ogni persona ha eguale dignità. La “dignità umana” si configura, perciò, come valore e principio che, nel disposto degli articoli 2 e 3, qualifica tutte le libertà fondamentali, impedendo al legislatore di ledere la dignità stessa della persona in quanto tale. Per i diritti civili, poi, e per gli stessi diritti sociali e per il diritto alla salute, in particolare, che è un diritto fondamentale e inviolabile – e un diritto sociale-, la prospettiva dell’eguaglianza dello straniero è strumentale all’integrazione dello stesso nel rispetto delle diversità culturali (se non contrarie alle regole giuridiche fondamentali della nostra convivenza). Il diritto alla salute dello straniero, quindi, deve essere ricondotto al concetto di “cittadinanza sociale”, che prescinde dallo status civitatis e che si rivolge al consociato, all’appartenente alla comunità, anche privo di quel rapporto privilegiato che è proprio della cittadinanza, tradizionalmente a fondamento dei diritti sociali e politici.

In estrema sintesi, quindi, è evidente che la Costituzione pone le basi per una protezione ampia dei migranti, ancorandola ai principi di umanità e del diritto internazionale.

Ciò posto, Le rappresentiamo quanto segue.

Come riportato anche dalle testate giornalistiche locali, di recente la città dell’Aquila si è trovata a fronteggiare un’emergenza. In particolare, almeno cinquanta migranti di terra richiedenti asilo sono giunti nelle scorse settimane qui all’Aquila e solo successivamente, dopo diversi giorni, sono stati trasferiti fuori regione in strutture di accoglienza.

Ebbene, l’emergenza sta nel fatto che queste persone, prima di essere trasferite altrove, hanno stazionato e stazionano in città per giorni, senza avere un’accoglienza adeguata, costrette a dormire per strada, all’aperto, e, quindi, esposte al clima rigido che caratterizza il nostro territorio e ad ogni genere di pericolo.

Quanto accaduto, se non si trova una soluzione adeguata per il futuro, si ripeterà, ma non è consentito che gruppi consistenti di persone siano costretti a dormire all’addiaccio, perché all’Aquila, dove il clima è molto rigido, specialmente in inverno, non ci sono strutture preposte per l’accoglienza di primo soccorso e, nello specifico, un dormitorio pubblico.

Si tratta di persone che hanno viaggiato per anni, con tribolazioni di tutti i tipi quali prigionie, maltrattamenti, ricatti e, una volta giunti nella nostra città, anziché essere accolti (se non da volontari che si adoperano da anni sul territorio), come si converrebbe in uno stato fondato su principi di uguaglianza formale e sostanziale e di solidarietà sociale, vengono lasciate a dormire per strada.

Una risposta immediata da parte dello Stato alle esigenze di donne e uomini migranti, attraverso le sue articolazioni, senza lasciare l’accoglienza unicamente alla buona volontà e all’umanità di cittadini e di cittadine che si sono adoperati e continuano ad adoperarsi in tal senso, è una questione di civiltà, di sicurezza e di umanità. E ciò vale a maggior ragione se si considera che, nei giorni scorsi, sono giunte in città più di trenta persone in condizioni disperate che, accolte presso la Mensa Celestiniana per i pasti, non hanno nemmeno un posto dove dormire né abiti adeguati alle temperature attuali, rischiando la vita. Proprio in questi giorni, infatti, le temperature, qui all’Aquila, sono scese sotto lo zero e, non avendo alcuna alternativa, i volontari della Mensa Celestiniana hanno allestito, per circa trenta persone, un dormitorio nei locali adiacenti alla chiesa di San Bernardino in Piazza D’Armi, inserita dal Ministero della Cultura nel censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi. La chiesa fu progettata dagli architetti Antonio Citterio e Patricia Viel, su specifica richiesta del Dipartimento della Protezione Civile all’inizio del 2010, acquisendo, negli anni successivi al sisma del 2009, per i cittadini e le cittadine aquilani, un grande valore come luogo di comunità. Per questa ragione, i volontari della Mensa Celestiniana avevano pensato di allestire, proprio in quella chiesa, un dormitorio pubblico provvisorio di emergenza per i migranti di terra giunti all’Aquila nei primi gelidi giorni del nuovo anno. Ma ciò non è stato possibile. Infatti, oggi, su questa chiesa, incombe un ordine di demolizione, e ciò, nonostante, nel 2021, il Consiglio Comunale si fosse impegnato a valutare soluzioni alternative alla demolizione, nel rispetto dell’interesse generale e della tutela di un servizio sociale essenziale qual è quello fornito tuttora dalla Mensa Celestiniana gestita dall’associazione Fraterna Tau Onlus presso la chiesa di San Bernardino in Piazza D’Armi e nei locali adiacenti alla stessa, non interessati dalla demolizione (locali presso i quali, in questi primi freddi giorni di gennaio, è stato, poi, allestito il dormitorio di emergenza provvisorio per i migranti di terra).

In altre parole, l’amministrazione locale non fornisce un locale adeguato per l’accoglienza di primo soccorso ai migranti di terra, almeno durante l’inverno, ma non consente nemmeno l’utilizzo di strutture che, come la chiesa di San Bernardino in Piazza D’Armi, rappresentano il luogo di comunità per eccellenza per i cittadini e le cittadine aquilani. L’amministrazione locale, quindi, non tutela il diritto alla salute e alla vita dei migranti di terra che giungono in città esausti dopo un viaggio interminabile, con l’inevitabile pregiudizio, per i cittadini e le cittadine aquilani, in termini di sicurezza, ordine ed igiene pubblici. Eppure, tutelare la salute e la vita di questi giovani non lasciandoli al freddo e al gelo, e fornirgli l’assistenza necessaria, vuol dire non solo fornire accoglienza, nel rispetto dei valori di solidarietà sanciti dalla Costituzione, ma anche non abbandonare delle persone in strada senza alcun controllo.

Tuttavia, come da Lei stesso evidenziato nel discorso di fine anno “(…) Occorre aiutare la vita a sbocciare e porre le persone al centro degli interessi della comunità (…) Il nostro futuro, quello delle nostre famiglie, della nostra società, è parte del nostro presente, perché il suo concretizzarsi è frutto delle scelte che compiamo oggi e una società consapevole che sa accogliere la vita, sa accogliere le persone, è fin d’ora una società più forte”.

Chiediamo, pertanto, il suo intervento, perché ci si attivi per la possibilità di prestare accoglienza e tutte le cure di primo soccorso necessarie alle persone che, con estrema fatica e sofferenza, giungono nel nostro Paese e, in particolare, nella città dell’Aquila.

Nel ringraziarLa sin d’ora per l’attenzione che dedicherà alla presente, Le porgiamo

Distinti saluti

L’Aquila, lì 08 gennaio 2026

Presidente Fraterna Tau

Paolo Giorgi

Segretario CGIL L’Aquila

Francesco Marrelli