Inceneritore: il Comitato ha chiesto un incontro con le tre consigliere regionali
09 Gennaio 2026 - 10:47:49
Il Comitato No Inceneritore Get Energy ha chiesto un incontro con le tre
consigliere regionali della Valle Peligna – Marianna Scoccia, Maria
Assunta Rossi e Antonietta La Porta – finalizzato a far sì che anche
il Consiglio regionale d’Abruzzo si esprima sul problema, riconoscendo
che tale impianto non è compatibile con il nostro territorio.
Intanto siamo in attesa della risposta del Sindaco di Sulmona Luca
Tirabassi al quale è stato chiesto un analogo incontro; mentre la
Sindaca di Pratola Antonella Di Nino si è detta disponibile ad
incontrare il Comitato per giovedì 15 gennaio.
L’esigenza di un diretto coinvolgimento delle Istituzioni locali nasce
dal fatto che esse sono espressione della volontà dei cittadini e
pertanto il loro ruolo è fondamentale rispetto alle decisioni da
prendere in merito.
“La questione dell’inceneritore della Get Energy – scrive il Comitato
alle tre consigliere – va affrontata non solo sotto il profilo
strettamente tecnico ma anche dal punto di vista politico, e ciò per le
ricadute fortemente negative che tale insediamento produrrebbe sotto
l’aspetto economico, occupazionale e sociale, oltre che naturalmente
sulla salute pubblica e sull’ambiente.
Da almeno 25 anni le attività industriali che vengono a proporsi in
Valle Peligna sono quelle inquinanti e altamente impattanti. Alcune di
esse, come l’inceneritore per rifiuti ospedalieri La Coccinella e il
cementificio con annessa mega cava di Toto, sono stare respinte dalla
mobilitazione dei cittadini.
Altre, purtroppo, sono passate grazie all’indifferenza della nostra
classe politica o, peggio, per sua diretta responsabilità: parliamo
della turbogas della Metaenergia, della centrale e del metanodotto Snam
e della discarica del Cogesa al servizio di ben 67 Comuni. L’arrivo
dell’inceneritore darebbe il colpo di grazia ad un territorio in coma.
La nostra area sta attraversando una crisi economica e demografica che
rischia di diventare irreversibile. Non ha assolutamente bisogno di
altre industrie insalubri ma di investimenti che siano capaci di creare
veri e stabili posti di lavoro, soprattutto per i giovani, nel rispetto
della grande qualità ambientale del nostro comprensorio, fulcro del
sistema dei Parchi e delle aree protette nella nostra Regione.
E’ ciò che chiedono anche le organizzazioni sindacali che hanno promosso
la manifestazione del 31 dicembre scorso. Nel loro manifesto unitario,
con cui premono affinché alla Valle Peligna venga riconosciuto lo status
di area di crisi complessa o ad alto impatto sociale, esse non chiedono
investimenti generici, e men che meno inquinanti, ma investimenti che
siano capaci di creare un “circuito virtuoso” e “opportunità di
sviluppo, di reindustrializzazione verde e digitale”.
Il nostro augurio è che, a differenza di quanto avvenuto in passato, le
forze politiche siano unite nel respingere questo ennesimo attacco al
territorio peligno”. Auspichiamo – conclude il Comitato – che le
consigliere regionali accolgano la nostra richiesta di incontro perché
sulla questione inceneritore è proprio la Regione Abruzzo che dovrà
svolgere un ruolo chiave.
consigliere regionali della Valle Peligna – Marianna Scoccia, Maria
Assunta Rossi e Antonietta La Porta – finalizzato a far sì che anche
il Consiglio regionale d’Abruzzo si esprima sul problema, riconoscendo
che tale impianto non è compatibile con il nostro territorio.
Intanto siamo in attesa della risposta del Sindaco di Sulmona Luca
Tirabassi al quale è stato chiesto un analogo incontro; mentre la
Sindaca di Pratola Antonella Di Nino si è detta disponibile ad
incontrare il Comitato per giovedì 15 gennaio.
L’esigenza di un diretto coinvolgimento delle Istituzioni locali nasce
dal fatto che esse sono espressione della volontà dei cittadini e
pertanto il loro ruolo è fondamentale rispetto alle decisioni da
prendere in merito.
“La questione dell’inceneritore della Get Energy – scrive il Comitato
alle tre consigliere – va affrontata non solo sotto il profilo
strettamente tecnico ma anche dal punto di vista politico, e ciò per le
ricadute fortemente negative che tale insediamento produrrebbe sotto
l’aspetto economico, occupazionale e sociale, oltre che naturalmente
sulla salute pubblica e sull’ambiente.
Da almeno 25 anni le attività industriali che vengono a proporsi in
Valle Peligna sono quelle inquinanti e altamente impattanti. Alcune di
esse, come l’inceneritore per rifiuti ospedalieri La Coccinella e il
cementificio con annessa mega cava di Toto, sono stare respinte dalla
mobilitazione dei cittadini.
Altre, purtroppo, sono passate grazie all’indifferenza della nostra
classe politica o, peggio, per sua diretta responsabilità: parliamo
della turbogas della Metaenergia, della centrale e del metanodotto Snam
e della discarica del Cogesa al servizio di ben 67 Comuni. L’arrivo
dell’inceneritore darebbe il colpo di grazia ad un territorio in coma.
La nostra area sta attraversando una crisi economica e demografica che
rischia di diventare irreversibile. Non ha assolutamente bisogno di
altre industrie insalubri ma di investimenti che siano capaci di creare
veri e stabili posti di lavoro, soprattutto per i giovani, nel rispetto
della grande qualità ambientale del nostro comprensorio, fulcro del
sistema dei Parchi e delle aree protette nella nostra Regione.
E’ ciò che chiedono anche le organizzazioni sindacali che hanno promosso
la manifestazione del 31 dicembre scorso. Nel loro manifesto unitario,
con cui premono affinché alla Valle Peligna venga riconosciuto lo status
di area di crisi complessa o ad alto impatto sociale, esse non chiedono
investimenti generici, e men che meno inquinanti, ma investimenti che
siano capaci di creare un “circuito virtuoso” e “opportunità di
sviluppo, di reindustrializzazione verde e digitale”.
Il nostro augurio è che, a differenza di quanto avvenuto in passato, le
forze politiche siano unite nel respingere questo ennesimo attacco al
territorio peligno”. Auspichiamo – conclude il Comitato – che le
consigliere regionali accolgano la nostra richiesta di incontro perché
sulla questione inceneritore è proprio la Regione Abruzzo che dovrà
svolgere un ruolo chiave.
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