09 Gennaio 2026 - 18:35:48

di Tommaso Cotellessa

«Tonnellate di inquinanti in atmosfera ogni anno, un effetto cumulo potenzialmente insostenibile e una tecnologia ancora acerba per l’impiego industriale». Sono queste le principali criticità evidenziate dal Forum H2O nelle osservazioni depositate nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) avviata dalla Regione Abruzzo per la realizzazione di un inceneritore nel territorio di Sulmona.

Secondo l’associazione ambientalista, il progetto presenta profili di forte impatto ambientale che non sarebbero stati adeguatamente analizzati dal proponente. In particolare, il Forum richiama i dati contenuti nello stesso Quadro riassuntivo delle Emissioni predisposto dall’azienda, dai quali emerge che l’impianto potrebbe immettere in atmosfera ogni anno fino a 18 tonnellate di ossidi di azoto, 5,7 tonnellate di ossidi di zolfo, 570 chilogrammi di polveri e 79 chilogrammi di Composti Organici Volatili (COV).

Emissioni che, sottolinea il Forum H2O, andrebbero a sommarsi a quelle già prodotte da impianti esistenti o autorizzati nell’area, come la centrale a gas di MetaEnergia, quella di Snam e le industrie presenti nel nucleo industriale. Un aspetto particolarmente critico in un territorio come la conca peligna, caratterizzata da frequenti fenomeni di ristagno degli inquinanti. «L’effetto cumulo – osserva l’associazione – non è stato neppure analizzato dal proponente, nonostante rappresenti un elemento centrale per la valutazione dell’impatto reale sulla salute e sull’ambiente».

Altro punto chiave riguarda la tecnologia proposta, basata sulla gassificazione dei rifiuti plastici. Il Forum H2O richiama una recente review scientifica pubblicata nel luglio 2025 sull’International Journal of Hydrogen Energy, che analizza in modo sistematico brevetti e ricerche sul tema. La conclusione dello studio è netta: «considerable progress remains essential before the gasification of plastic waste can be implemented reliably at a commercial scale» («considerevoli progressi rimangono essenziali prima che la gassificazione dei rifiuti plastici possa essere implementata a una scala commerciale», traduzione nostra).

Alla base di questa criticità vi è l’elevata eterogeneità dei materiali in ingresso nei reattori, che rende difficile controllare le reazioni chimiche e determina una forte variabilità dei prodotti ottenuti, come syngas e synoil, successivamente bruciati in loco per la produzione di energia elettrica. Variabilità che si riflette anche sulle emissioni in atmosfera.

Proprio su questo aspetto, il Forum H2O segnala numerose incongruenze e contraddizioni nella documentazione depositata dall’azienda. In particolare, per la fase di «sperimentazione» condotta su un impianto pilota, sarebbero stati presentati un solo referto analitico per ciascuna matrice analizzata: ceneri, emissioni del punto E1, emissioni del punto E2 e syngas. Un numero ritenuto del tutto insufficiente per rappresentare le diverse fasi di un processo industriale complesso, soprattutto alla luce delle note problematiche di variabilità associate a questa tecnologia.

A ciò si aggiunge un’ulteriore contestazione: i referti analitici prodotti non riporterebbero i marchi di accreditamento ACCREDIA, l’unico ente certificatore italiano per i laboratori di analisi, rendendo impossibile verificarne l’effettiva validità secondo gli standard previsti.

In conclusione, il Forum H2O richiama anche il quadro normativo europeo, ricordando che la direttiva 98/2008 dell’Unione Europea colloca l’incenerimento al penultimo posto nella gerarchia della gestione dei rifiuti, subito prima delle discariche. «Un dato – sottolinea l’associazione – che conferma come si tratti di un approccio obsoleto e poco sostenibile, lontano dai principi dell’economia circolare e della prevenzione dei rifiuti».

Ora la parola passa alla Regione Abruzzo, chiamata a valutare le osservazioni nell’ambito della procedura di V.I.A., mentre sul progetto dell’inceneritore di Sulmona continua a crescere il dibattito pubblico.