10 Gennaio 2026 - 11:56:41

di Redazione

«Ancora una volta il Partito Democratico sceglie la polemica invece della verità, provando a costruire un racconto distorto su un bando che nasce proprio per ampliare e rafforzare la partecipazione culturale in vista di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026»

Così il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, interviene sulle dichiarazioni del PD relative ai fondi Restart.

«È bene ricordare – chiarisce Biondi – che i due filoni del bando rispondono a logiche e destinatari diversi. Il Filone A riguarda i soggetti già riconosciuti dal ministero della Cultura, finanziati attraverso il Fondo unico per lo spettacolo: è identico a quello degli anni precedenti, con le stesse modalità di cofinanziamento e rendicontazione. Le risorse sono state aumentate fino a 900 mila euro non solo perché negli anni è cresciuto il numero di questi soggetti, ma soprattutto perché l’Amministrazione ha scelto di investire sulla qualificazione delle loro attività, affinché possano offrire un contributo ancora più strutturato e di qualità alla programmazione del 2026»

“Il Filone B2 – prosegue il sindaco – nasce invece da una scelta politica chiara: individuare risorse aggiuntive per progetti specifici e consentire anche ad altre associazioni, oltre a quelle che avevano già partecipato alla manifestazione di interesse, di entrare nella programmazione di L’Aquila 2026, così come indicato dal Comitato dei garanti. Le modalità di rendicontazione sono quelle ordinarie previste per i fondi Restart e per le strutture di missione, mentre il cofinanziamento al 50% è esattamente lo stesso criterio che il Comune dell’Aquila applica da anni per il sostegno alle iniziative culturali sul territorio, secondo un regolamento approvato dalla Giunta Cialente»

«Parlare di penalizzazione delle associazioni più piccole significa ignorare volutamente i fatti – conclude Biondi – e screditare un lavoro che punta ad allargare le opportunità, non a restringerle. Questa Amministrazione sta costruendo L’Aquila 2026 con responsabilità, metodo e visione, coinvolgendo il territorio in modo concreto e non con slogan o polemiche di maniera. Chi oggi critica dovrebbe spiegare perché, quando governava, queste opportunità non c’erano».

Ma non è ancora convinto il Pd che, in una replica della replica, si chiede: «Se l’obiettivo dell’Amministrazione è davvero quello di «ampliare e rafforzare la partecipazione culturale in vista di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026», come sostiene il Primo cittadino replicando al nostro comunicato, perché, in un contesto straordinario come quello della Capitale della Cultura, si è scelto di applicare, senza correttivi, le stesse regole ordinarie previste per i contributi comunali, sapendo che tali regole producono effetti molto diversi su soggetti strutturati e piccole associazioni del territorio?».

«Visto il tempo che l’Amministrazione si è presa per fare questo bando, perché farlo fotocopia di quelli passati? Invece il bando arriva con ritardo estremo rispetto a quello che avevamo chiesto e proposto e senza aver riunito preventivamente, per tempo, le associazioni. In questo modo infatti – concludono – si sarebbe potuto costruire con loro un progetto organico, coordinando la copertura di tutti i territori e le periferie, invece che far portare a ognuno la sua iniziativa col rischio di fare tante belle cose, ma senza una comunione di intenti».