12 Gennaio 2026 - 11:27:53

di Tommaso Cotellessa

Ad un anno di distanza dai licenziamenti che hanno visto coinvolti 50 lavatori e lavoratrici che ancora attendono di vedersi riconosciuti il Tfr e le spettanze maturate nel corso del rapporto di lavoro con l’azienda, un’importante novità riporta ad accendere i riflettori sulla vertenza Dante Labs: la Filcams Cgil annuncia la propria costituzione di parte civile nel procedimento a carico della società.

La ferma presa di posizione del sindacato si pone in linea con la mobilitazione portata avanti sin dalle prime battute di questa vicenda per tutelare il diritto al lavoro e al salario dei lavoratori e delle lavoratrici, poi ex dipendenti, dell’azienda.

A riaccendere l’impegno dei sindacalisti sono state le presunte presunte violazioni in materia fiscale, e cioè l’evasione dell’IVA per circa cinque milioni di euro e dell’IRES per circa quaranta milioni di euro che la magistratura avrebbe contestato all’azienda.

Accuse, queste ultime, che se confermate attesterebbero la veridicità delle perplessità avanzate dalla sigla sindacale riguardo l’operato della società.

«Ci chiediamo ancora una volta – scrive la sigla sindacale -come sia possibile che la società Dante Labs , che, ricordiamo, essere per il 17% circa di proprietà della Fi.R.A. S.p.A. Unipersonale, e cioè della società in house della Regione Abruzzo, a totale capitale pubblico, possa non aver pagato quanto dovuto all’Erario, agendo, nel frattempo, in via del tutto illegittima, nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici e dell’intero territorio aquilano. Proprio qui, infatti, ricordiamo che la stessa società, nella delicata fase di avvio dell’attività imprenditoriale, aveva trovato sostegno non solo da parte dei cittadini e delle cittadine, ma anche della politica e delle istituzioni che l’hanno effettivamente finanziata. Visti e considerati i fatti che, ancora una volta, sembrano dimostrare come la società Dante Labs non abbia avuto alcuna responsabilità sociale non solo nei confronti dei predetti lavoratori e lavoratrici coinvolti, ma anche di tutti i cittadini e le cittadine dell’Aquila, delle istituzioni e del nostro territorio».

Proprio queste le motivazioni addotte dal sindacato per giustificare la propria posizione nei confronti dell’azienda, posizione a cui si aggiunge la decisione di reiterare l’istanza di audizione dinanzi alla Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo per avere risposte serie e concrete dalle istituzioni che hanno finanziato la Dante Labs nella fase di avvio dell’attività imprenditoriale .

«Continueremo a batterci, su tutti i fronti – assicurano i sindacalisti Andrea Frasca e Alessandra Marchionni per garantire i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici che, con abnegazione e responsabilità, hanno prestato, ciascuno, la propria attività lavorativa all’interno della società Dante Labs».