12 Gennaio 2026 - 12:41:23
di Tommaso Cotellessa
Non accenna a placarsi la situazione di grave criticità dello stabilimento Aura Materials. Le lavoratrici e i lavoratori, insieme alle organizzazioni sindacali e alle RSU, tornano infatti a proclamare lo stato di agitazione.
La decisione, comunicata alla Prefettura dell’Aquila, arriva a seguito della mancata attivazione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS). In merito al provvedimento, la Regione Abruzzo ha comunicato «l’impossibilità di convocare le Parti in sede regionale ai sensi dell’articolo 24 del D. Lgs. n. 148/2015, a causa della non conformità della causale di CIGS presentata, come chiarito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali».
Una risposta inaccettabile per le sigle sindacali che, dinanzi alla condizione di precarietà vissuta da lavoratrici e lavoratori che dal 24 novembre 2025 sono prive di qualsiasi copertura di sostegno al reddito ritengono necessario adottare tutte le misure necessarie a tutelare i lavoratori e individuare una soluzione condivisa alla vertenza.
La crisi dell’azienda affonda le sue radici nei mesi scorsi. In data 2 ottobre 2025, Aura Materials ha avviato la procedura di composizione negoziata della crisi, richiedendo contestualmente l’applicazione delle misure protettive del patrimonio. Successivamente, con nota del 17 ottobre 2025, l’Amministratore Unico e Legale Rappresentante, dottor Zarba, ha disposto la sospensione di tutte le attività lavorative, collocando di fatto l’intero personale in Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO).
Attualmente lo stabilimento versa in condizioni di estrema difficoltà: risulta infatti privo di acqua per i servizi igienico-sanitari e di gas per il riscaldamento, rendendo impossibile la ripresa delle attività produttive.
Ad oggi non è chiaro come l’azienda intenda procedere, lasciando i lavoratori in una condizione di totale incertezza e precarietà.
La società, inoltre, non ha provveduto al pagamento degli stipendi di settembre 2025, né di quelli relativi ai mesi di novembre e dicembre 2025, che – non essendo coperti da Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria – restano interamente a carico dell’azienda, insieme alla tredicesima mensilità.
Una situazione che sta generando gravi difficoltà economiche e sociali per le lavoratrici e i lavoratori, molte e molti dei quali monoreddito, e per le loro famiglie.
Per questi motivi, le organizzazioni sindacali ritengono che le condizioni sopra esposte siano più che sufficienti per una convocazione urgente delle Parti.
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