14 Gennaio 2026 - 17:29:52

di Martina Colabianchi

Non si placa la tempesta sul trasporto pubblico abruzzese. In una nota congiunta dai toni durissimi, le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal replicano punto su punto alle recenti dichiarazioni del direttore generale di Tua, Max Di Pasquale, accusandolo di voler minimizzare una gestione aziendale definita fallimentare.

Secondo i sindacati, la “scure” dell’azienda si è abbattuta violentemente sull’entroterra, portando alla cancellazione definitiva di storiche residenze lavorative. L’elenco fornito dalle sigle sindacali è lungo: centri come Gissi, Atessa, Altino, Ateleta, Pizzoferrato, Scafa, Serramonacesca e Secinaro avrebbero perso i loro presidi occupazionali. A questo si aggiunge l’emorragia dei subaffidamenti a privati in località montane come Scanno, Pescasseroli e Castel Del Monte, una scelta che per le organizzazioni sindacali contribuisce alla desertificazione del territorio e costringe decine di famiglie al trasferimento forzato.

Le sigle denunciano una situazione critica del parco mezzi, denunciando «mezzi che perdono pezzi» e strumentazioni mancanti. Tra questi, un autobus a Civitella del Tronto che avrebbe perso una ruota posteriore durante il servizio lo scorso ottobre, l’utilizzo di mezzi “Euro 3” altamente inquinanti immatricolati tra il 1999 e il 2007 e la frequente assenza di obliteratrici a bordo (come nei casi della linea Torricella Peligna-Pescara e della linea 38), che renderebbe impossibile la validazione dei biglietti favorendo l’evasione tariffaria.

Le criticità non risparmierebbero il settore ferrovie: i sindacati segnalano l’acquisto, nel 2022, di treni a 4 casse troppo lunghi per le attuali officine di manutenzione, costringendo gli operai a lavorare a “porte aperte” e rendendo impossibili alcune revisioni.

Sul fronte occupazionale, i numeri descrivono un declino netto: dai 1.585 dipendenti del 2019 si è passati ai 1.347 attuali, con un calo drastico soprattutto tra autisti e operai della manutenzione. Le sigle denunciano inoltre una mancanza di trasparenza sui compensi dei dirigenti negli ultimi due bilanci e “regalie” concesse ad personam.

La battaglia sindacale è destinata a inasprirsi. Le Segreterie Regionali hanno confermato il passaggio alla seconda fase della vertenza, che vedrà il coinvolgimento immediato del Prefetto di Chieti, Silvana D’Agostino.

«Non si può più tollerare una gestione che ignora la sicurezza e calpesta i diritti dei lavoratori», concludono i rappresentanti dei lavoratori, promettendo che la mobilitazione continuerà fino al ripristino della dignità del servizio.