15 Gennaio 2026 - 16:58:29

di Marianna Galeota

«Il Piano Sociale Regionale 2022-2024 (Art. 4, comma 5), che invito il consigliere Maccarone a rileggere, stavolta con la dovuta calma, parla chiaro: l’ente locale può prevedere una quota a carico dell’utente, non è obbligato a farlo. La Regione definisce la cornice, ma è il Comune a decidere se riempirla con le tasse ai cittadini o con le proprie risorse di bilancio».

Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci.

«Accolgo con un sorriso le ricostruzioni della destra comunale: la politica, quella seria, è fatta di atti, non di aggettivi. Chiamare ‘allarmismo’ la difesa dei diritti dei più fragili è un espediente retorico che non cancella la realtà: da febbraio, molte famiglie aquilane si troveranno a dover scegliere tra servizi essenziali e bilancio domestico. È necessario ristabilire un po’ di ordine tecnico, lontano dai toni accesi e più vicino alla verità dei documenti. Definire la compartecipazione al 30% come un ‘atto dovuto’ della Regione è, tecnicamente, un’inesattezza che svela una preoccupante disattenzione nella lettura delle norme».

«Comprendo che la distinzione tra ‘potere’ e ‘dovere’ possa apparire sottile a chi è abituato agli slogan, ma è proprio in questo scarto che risiede la responsabilità politica. Vedo poi che la maggioranza, non potendo smentire il dato tecnico sulla propria discrezionalità, preferisce rifugiarsi nel passato o in lunghi elenchi di ‘bonus’ che nulla hanno a che vedere con il tema di oggi. È un esercizio retorico curioso: citare quanto fatto negli anni scorsi per giustificare un errore presente è come cercare di spegnere un incendio oggi dicendo che ieri abbiamo piantato degli alberi. Se è vero, come sostiene il consigliere Maccarone, che questa Amministrazione ha saputo ampliare la platea dei sussidi – traguardi che nessuno nega – allora la domanda sorge ancora più urgente: perché proprio ora, nel momento di massima solidità finanziaria, decidete di fare un passo indietro sulla pelle delle persone con disabilità? I diritti non sono fiches da scambiare: non si sbandierano i voucher sportivi per bilanciare l’introduzione di una tassa sull’assistenza».

È paradossale, sottolinea Petrucci, «chiedere nuovi sacrifici a famiglie che già vivono nell’incertezza di servizi spesso carenti: i centri diurni sono bloccati da mesi in attesa delle linee guida e degli avvisi che sono stati pubblicati solo ieri, mettendo in difficoltà le famiglie con i disabili che hanno solo 15 giorni per costruire progetti e rispondere ai bandi. Aggiungere una nuova partecipazione alla spesa, mentre molti cittadini sono già costretti a pagare prestazioni private per sopperire alle lacune del pubblico, non è equità, è un aggravio inaccettabile. Il Comune dell’Aquila, che vanta bilanci solidi e una caterva di risorse pubbliche, straordinarie, per la promozione della propria immagine, ha la piena facoltà di coprire queste quote. Scegliere di non farlo è una precisa volontà politica, non un vincolo burocratico subìto passivamente».

«Chi vive con un ISEE di 8.000 o 10.000 euro combatte con spese che nessuna tabella Excel può fotografare: chiedere loro di finanziare i servizi, mentre si spendono cifre ingenti per l’effimero, per i balletti e gli spettacoli, è una contraddizione che la nostra città, il capoluogo di regione, non merita – prosegue – Suggerisco al consigliere Maccarone di approfondire i testi integrali dei provvedimenti prima di lanciarsi in difese d’ufficio così fragili: una lettura più attenta gli risparmierà in futuro scivoloni tecnici che mal si conciliano con il ruolo che ricopre. C’è sempre tempo per recuperare le lacune informative, possibilmente prima di votare atti che pesano sulla vita delle persone. Essere Capitale della Cultura significa dimostrare un modello di civiltà che non ha a che vedere con queste scelte disumane. Non chiediamo miracoli, ma coerenza, cuore e coraggio: una città che brilla per i suoi faraonici e chiacchierati “palchi”, non può lasciare nell’ombra chi cammina con più fatica. La Giunta comunale faccia un atto di coraggio: utilizzi il ‘tesoretto’ comunale per azzerare queste quote. Solo così l’orgoglio di sabato sarà autentico e condiviso da tutti i cittadini».