17 Gennaio 2026 - 07:56:03
di Marianna Galeota
Al via l’anno da protagonista per L’Aquila, capitale della Cultura italiana 2026.
Questa mattina, l’attesa cerimonia inaugurale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che terrà il suo discorso alle 12.
La cerimonia, che vedrà la presenza del ministro della cultura Alessandro Giuli, del sindaco Pierluigi Biondi e del presidente della regione Marco Marsilio sarà ospitata all’interno dell’auditorium della Guardia di Finanza, uno dei luoghi simbolo dell’immediato post-sisma che accolse centinaia di sfollati nel 2009.
La cerimonia inaugurale vedrà la direzione artistica del maestro Leonardo De Amicis che ha immaginato una struttura narrativa che trasformerà la scaletta in un’opera corale per raccontare il territorio appenninico, la città e il suo dialogo con Rieti, le origini la ricostruzione civile e spirituale e l’eredità di Celestino V.
L’evento sarà condotto dalla giornalista Francesca Fagnani e da Paride Vitale e si svilupperà su momenti tematici legati all’identità del territorio. La cerimonia sarà aperta dalle note dell’inno di Mameli e dell’inno alla gioia, sul parco nella prima parte della cerimonia l’attore Giorgio Pasotti e la voce di Amara per celebrare le origini e la scelta condivisa che portò alla fondazione della città. Il legame tra i centri e le periferie sarà approfondito con le performance di Simone Cristicchi e l’interpretazione di “Amara terra mia” di Gianluca Ginoble.
A seguire, una riflessione su rinascita e perdono con l’attrice Viola Graziosi e l’esecuzione del brano “La cura” da parte di Simone Cristicchi e Amara.
Il valore della comunità sarà invece al centro del racconto di Pasotti accompagnato dalla musica di Simona Molinari.
Il respiro internazionale dell’evento sarà garantito dal maestro Fabrizio Mancinelli che dirigerà la sua composizione originale When time Begins… Today. Ampio spazio anche alla città multiverso con l’intervento di Pietrangelo Buttafuoco e una lettura corale dedicata all’Abruzzo sulle musiche di Ennio Morricone.
Il culmine della mattinata sarà il discorso del presidente Mattarella previsto per le 12 che sancirà ufficialmente l’inizio delle celebrazioni.
Nel pomeriggio il centro storico si animerà con una serie di eventi ideati da Marco Boarino, direttore artistico dell’inaugurazione pubblica pomeridiana e serale dell’Aquila, capitale italiana della cultura.
Dopo la cerimonia istituzionale, la festa comincerà in centro storico dove alle 17:30 in piazza Battaglione alpini andrà in scena il drone show, “Sotto un unico cielo”, una creazione originale che, attraverso coreografie luminose, racconterà storia e identità e capacità innovativa del territorio.
Dalle 17:45 alle 18:15 sarà la volta della parata il viaggio della luce, guidata da Dundu, una grande marionetta di luce che interpreta la forza creativa e primigenia dell’uomo con delle molecole di luce che condurranno il pubblico verso piazza Duomo, dove andrà in scena lo spettacolo le città celestiale con la performance di luce aeree e a terra o mangiare lo spirito del capoluogo abruzzese.
Alle 19 ci sarà la spettacolare accensione dell’installazione di luce “il faro 99”, un’opera di luce visibile da decine di chilometri di distanza e tra le 19 e le 21:30 le piazze della città si animeranno di intrattenimento e spettacoli per replicare nuovamente il drone show alle 21:30 sempre in piazza Battaglione alpini.
L’intervento di Mario Fiorentino, coordinatore Struttura di Missione Sisma 2009
«Questa data rappresenta un invito a leggere oltre i margini di quanto scritto finora. L’inaugurazione dell’Anno della Cultura all’Aquila segna un passaggio di fase nel percorso di ricostruzione: tanto quella materiale, che ha restituito edifici, spazi pubblici, luoghi di studio e di aggregazione; quanto quella immateriale, che ha investito identità, relazioni, competenze e visione. La cultura rappresenta, in questo senso, un’infrastruttura decisiva, capace di tenere insieme memoria e futuro, radici e innovazione, nel segno di una comunità che non dimentica e non rinuncia a progettare».
«Serve il coraggio di costruire il futuro, come ha esortato il presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno, e la comunità abruzzese ha saputo farlo delineando i contorni di una città – L’Aquila – multiverso: una Capitale diffusa capace di essere in connessione con i 56 comuni del cratere del sisma del 2009, ma anche con realtà, risorse, competenze diverse. Un territorio, mille capitali. Il riconoscimento dell’Anno della Cultura assume quindi un grande valore strategico per il modello culturale aquilano, costruito su progetti attuabili e condivisi: consolida il diritto di restare, crea opportunità, rende il territorio più competitivo e attrattivo. Al contempo da’ ragione di un metodo di governo che ha basato il processo di ricostruzione sulla collaborazione istituzionale, sul dialogo tra enti e sulla capacità di fare sistema. Il passaggio di consegne con Agrigento – definito dal sindaco Biondi come un gesto simbolico tra città che si riconoscono nella stessa responsabilità: trasformare la propria storia in energia per il futuro – porta in dote il progetto della città multiverso. Una città che ha attuato una ricostruzione non solo materiale, ma identitaria, che possiede un’eredità complessa, ma è capace di guardare oltre i propri confini».
«Simbolicamente, da oggi, L’Aquila e il cratere si presentano come un laboratorio di politiche pubbliche in cui ricostruzione materiale e ricostruzione identitaria convergono in una strategia territoriale condivisa. La Struttura di missione sisma Abruzzo 2009, in collaborazione con la Regione Abruzzo, il Comune dell’Aquila, i Comuni del Cratere e gli Uffici speciali per la ricostruzione, e in raccordo con il presidente Marsilio e il sindaco Biondi, conferma il proprio impegno nel sostenere questo processo, rafforzando cooperazione istituzionale, progettualità condivise e capacità di sistema, con l’obiettivo di fare del patrimonio culturale non solo un’eredità da tutelare, ma una infrastruttura di futuro sostenibile. Una storia di futuro che appartiene all’Aquila e all’intero Paese, capace di custodire la memoria delle esperienze passate e trasformarla in politiche in grado di garantire sicurezza, attrattività e bellezza per i nostri territori.»
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