17 Gennaio 2026 - 19:38:46

di Redazione

Nella giornata dell’inaugurazione ufficiale dell’anno de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, anche dall’altra parte del Mediterraneo e del Mar Rosso il capoluogo abruzzese fa parlare di sé, ma in ambito sportivo. Grazie a Silvio e Tito Totani che festeggiano sul podio della Dakar 2026. La grande festa sul palco di Yanbu, al termine della 48. edizione del rally raid internazionale fa dimenticare in pochi minuti tutta la fatica, la sofferenza, la battaglia degli ultimi dodici giorni. E’ una caratteristica tipica di questo rally raid e anche Silvio e Tito Totani insieme al team MDRallye sono stati contagiati da questa euforia.

La grande festa arriva al termine dell’ultima speciale, ma soprattutto alla fine di due settimane non facili per i due aquilani che al volante di MonnaLisa hanno cercato in tutti i modi di portare a casa un bel risultato. «E’ stata una Dakar completamente in salita per noi – ammettono i due fratelli – e non è stato facile combattere partendo così spesso in fondo alla classifica. La polvere è stata il nostro peggior nemico, in una gara in cui le dune si sono intraviste unicamente in un paio di tappe e poi abbiamo sempre e solo lottato con pietre e sassi e piste durissime. Ma il potenziale della macchina è strabiliante e ci siamo divertiti molto. Era un’esperienza che ci mancava e che sicuramente andava fatta e ora che abbiamo raggiunto il traguardo della nostra quinta Dakar possiamo dire di essere comunque soddisfatti».

La speciale li vede 81esimi al traguardo di Yanbu, in una prova dove davvero si poteva buttare via tutto il lavoro di due settimane, come ha fatto più di qualcuno. E in effetti lo scenario dell’ultimo settore selettivo ricorda da vicino i cartoni animati della ‘Corsa più pazza del mondo’ con Penelope Pitstop, Dick Dastardly e il cane Muttley e lo racconta bene, nei particolari, Tito Totani mentre attende di salire sul podio.

«Una speciale assurda, dove sembravano tutti impazziti. Si trattava di un settore da 105 chilometri che cominciava con un tratto che era lo stesso che avevamo già percorso nel prologo il 3 gennaio. Poi dopo la neutralizzazione si sbucava sul Mar Rosso e su un tratto di pista sabbiosa con l’acqua ai due lati. E i piloti sono come impazziti, forse l’esaltazione dell’ultima speciale, forse la felicità di aver finito la gara, ma in effetti si sono viste cose dell’altro mondo. L’ultimo tratto era velocissimo, in mezzo all’acqua e pur di passare, i piloti hanno cominciato a sorpassare da destra e da sinistra con il risultato che più di qualcuno è finito dentro l’acqua e lì è rimasto. Eravamo tutti in colonna, in mezzo alla polvere, colpi di clacson, tamponamenti, chi non faceva passare, chi speronava gli altri. Un vero delirio. Noi eravamo impressionati e sinceramente sconcertati. In molti hanno buttato via 12 giorni di gara per cui noi quando abbiamo realizzato quello che stava succedendo abbiamo preferito restare al nostro posto e accontentarci di raggiungere il traguardo».

In classifica generale, quella che tiene conto di tutte le classi Silvio e Tito Totani sono 80esimi, mentre fra le sole auto della Ultimate sono 45esimi. La classifica che tiene conto dei veicoli 2 ruote motrici li vede al settimo posto e tutte le vetture schierate al via dal team francese MDRallye hanno raggiunto il traguardo finale. Missione compiuta dunque, per tutti. Ma ora è il momento di festeggiare; per i bilanci, i commenti, i ripensamenti, gli approfondimenti aspettiamo domani, nella quiete dell’aereo che riporterà la squadra in Italia.