18 Gennaio 2026 - 09:35:28
di Martina Colabianchi
Nel periodo gennaio-novembre 2025, in Abruzzo si si sono registrati complessivamente 16 morti in occasione di lavoro.
I dati sono del report dell’Osservatorio Vega Engineering aggiornato al 30 novembre 2025, da cui viene fuori un quadro drammatico. Da gennaio a novembre le vittime totali sul lavoro in Italia sono 1.010. Rispetto al 2024, si contano 10 vittime in più, con oltre metà del Paese in zona rossa e arancione. Sempre a livello nazionale, il comparto delle Costruzioni è quello con il maggior numero di decessi (133), seguito dalle Attività Manifatturiere (108).
Per quanto riguarda il rischio di infortuni sul lavoro, l’Abruzzo è inserito in “zona arancione”, che raggruppa le regioni con un indice di incidenza superiore alla media nazionale (che è di 30,7), ma non eccedente il 25% di tale valore.
Guardando alle singole province, quella di Chieti (30° in classifica) è la più colpita della regione, situandosi significativamente sopra la media nazionale con un indice di 41,0. Al contrario, L’Aquila e Teramo presentano indici inferiori alla media nazionale, collocandosi nella parte più bassa della classifica (rispettivamente 71° e 72° su 105 province analizzate).
La provincia di Pescara è 59°, con un indice di incidenza pari a 31,5.
L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati).
Nei primi undici mesi dell’anno, guardando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (101,0) e in quella compresa tra i 55 e i 64 anni (51,4), seguita dalla fascia di lavoratori tra i 45 e i 54 anni (29,2).
Numericamente, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (274 vittime su un totale di 735).
In totale sono 84 le donne decedute nei primi undici mesi del 2025 (4 in più rispetto al 2024). Di queste, 39 hanno perso la vita in occasione di lavoro (11 in meno del 2024) e 45 in itinere (15 in più del 2024), cioè nel percorso casa-lavoro. Per quanto riguarda infine gli stranieri, sono 233 le vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 1.010: 171 deceduti in occasione di lavoro e 62 in itinere. Dunque, quasi una vittima su quattro è straniera. Il rischio di morte sul lavoro risulta essere più che doppio rispetto a quello per i lavoratori italiani. Infatti, gli stranieri registrano 68,0 morti ogni milione di occupati, contro i 26,3 italiani.
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