20 Gennaio 2026 - 11:21:36

di Marianna Galeota

Diagnosticare i difetti della vista o patologie congenite già dai primi anni di vita, al fine di prevenire danni permanenti: con questo obiettivo è tornata in azione la campagna di screening visivo gratuito, rivolta ai bambini dai 3 ai 6 anni, dal primo anno delle scuole dell’infanzia al primo anno delle scuole primarie dell’Aquila e di Avezzano.

L’iniziativa nasce dalla oramai rodata sinergia tra la onlus “Una vista da aquilotto”, di cui è presidente Lelio Sabetti, professore aggregato di Oculistica presso il dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche dell’Università dell’Aquila, la Clinica oculistica dell’Ospedale San Salvatore, diretta dal professor Silvio Di Staso, e la Banca degli occhi, diretta da Germano Genitti.

La campagna è stata resa possibile grazie ad una convenzione sottoscritta da “Una vista da aquilotto” con l’Ufficio scolastico provinciale dell’Aquila. Le visite, direttamente nelle scuole, sono iniziate a novembre e si protrarranno fino a giugno prossimo, con l’obiettivo di superare quota 1.000 registrata lo scorso anno, affidate ad un team di ortottiste, professioniste sanitarie laureate che si occupano della prevenzione, valutazione e riabilitazione dei disturbi motori e sensoriali della visione.

Commenta il professor Sabetti: «Contiamo davvero replicare i numeri dello scorso anno ed anzi di incrementarli, stiamo del resto già lavorando a pieno regime, grazie alla sinergia con le istituzioni scolastiche. Ritengo che questa sia una delle attività più importanti in termini di prevenzione sul nostro territorio, rivolta per di più ai nostri piccoli in chiave preventiva: in questa fase d’età non usare gli occhiali se necessario, o non diagnosticare e curare problemi oculari diventa cruciale, perché superato il margine in 7 anni circa, i difetti diventano praticamente incurabili».

La campagna di screening ha anche la finalità di sensibilizzare le famiglie e il corpo docente sull’ importanza della prevenzione, a fronte in particolare del fenomeno relativamente recente della sovraesposizione sin da i primi anni di età agli schermi di un monitor, di un computer o di un cellulare, che sta incrementando enormemente l’insorgenza del difetto visivo e della miopia.

Commenta a sua volta il professor Di Staso, «stiamo offrendo un servizio prezioso, dall’alto valore sociale e vincente è la formula itinerante, scuola per scuola. Non è infatti scontato che i genitori sentano la necessità e trovino il tempo di portare i loro figli a sottoporsi ad una visita oculistica, e questo perché può essere non facile accorgersi dell’insorgenza di un difetto visivo, così come anche il bambino può non rendersene conto»

Conclude Genitti: «i genitori ci hanno espresso grande apprezzamento per la nostra campagna di screening, e questo ci riempie di soddisfazione. Ringrazio davvero i partner di questa iniziativa, Una vista da aquilotto e Clinica Oculistica: insieme abbiamo creato un team davvero efficiente e affiatato, nel segno della prevenzione. Gli screening sono fondamentali ad esempio per evitare l’insorgenza dell’ambliopia, ovvero l’occhio pigro, tenuto conto che se i bambini superano i sei anni di età e non hanno mai fatto una visita oculistica, il difetto visivo gli resterà per tutta la vita, e potrebbe essere necessario anche un intervento chirurgico. C’è poi un tema legato al benessere visivo, in un epoca in cui i bambini, anche nei primissimi anni di età utilizzano telefonini e tablet, con una potenziale sovraesposizione allo schermo, ed è importante a maggior ragione proteggere la loro vista, ad esempio con lenti che riducono gli effetti della luce blu».