L’Aquila Capitale Italiana della Cultura, comunicato Vivarelli (Fesica-Confsal Abruzzo)
21 Gennaio 2026 - 19:27:49
2026 e per l’inaugurazione dell’evento, presentata in pompa magna alla
presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ma proprio
perché crediamo fino in fondo nel valore della cultura, mettiamo in
guardia da un rischio concreto: che un appuntamento così importante
venga utilizzato come una vetrina elettorale o addirittura per coprire o
minimizzare le enormi criticità economiche e sociali che il capoluogo
abruzzese continua a vivere ogni giorno”.
Lo dichiara Marcello Vivarelli, segretario regionale Fesica-Confsal
Abruzzo. “La cultura deve essere una leva di rinascita reale e duratura,
non una cornice buona solo per le cerimonie. L’Aquila è ancora una città
in fase di ricostruzione post terremoto e non può permettersi che,
dietro l’immagine e le celebrazioni, restino irrisolti i nodi veri:
precarietà, lavoro povero, servizi in sofferenza e disagi che colpiscono
famiglie e lavoratori”, prosegue Vivarelli.
Secondo il sindacato “il rischio è quello di alimentare una narrazione
patinata mentre sul territorio aumentano le difficoltà quotidiane, a
partire dalle condizioni di chi garantisce servizi essenziali attraverso
appalti e cooperative, spesso senza tutele adeguate e con trattamenti
disomogenei”.
“Non c’è cultura se si ignora il lavoro. Non c’è rilancio se si accetta
che i lavoratori restino sempre più soli e precari. E non c’è rispetto
per la città se si investe solo nell’immagine, lasciando indietro le
persone”, sottolinea l’esponente sindacale aquilano.
“L’Aquila Capitale della Cultura 2026 deve essere un’occasione
fondamentale per mettere un altro punto a favore della rinascita della
città: servono programmazione seria, trasparenza, ricadute concrete sul
territorio e un confronto reale con chi rappresenta i lavoratori.
Nessuno vuole frenare questo percorso, ma non si può pensare di usarlo
per fare propaganda o per nascondere ciò che non funziona”, aggiunge.
“Se questo appuntamento sarà capace di rafforzare coesione sociale,
sviluppo, occupazione stabile e servizi migliori, allora sarà un
successo per tutti. Se invece diventerà solo una passerella, rischierà
di trasformarsi in un’occasione sprecata che L’Aquila non può
permettersi – conclude Vivarelli –. Questa sigla sindacale continuerà a
vigilare e a denunciare senza sconti, nell’unico interesse dei
lavoratori, dei precari e dei cittadini”.
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