22 Gennaio 2026 - 18:16:14
di Redazione
«’È noto che si dispensano buoni consigli se non si può più dare cattivo esempio‘. La celebre frase di Fabrizio De André fotografa con efficacia l’atteggiamento del Partito Democratico aquilano che, dopo anni di governo senza aver saputo costruire un percorso strutturato per la città, oggi tenta di impartire lezioni su partecipazione e visione culturale, a fronte di risultati fallimentari»
Così i capigruppo di maggioranza in Consiglio comunale Leonardo Scimia (FdI), Alessandro Maccarone (L’Aquila Protagonista), Daniele Ferella (Lega), Fabio Frullo (Udc) e Daniele D’Angelo (FI) replicano alla conferenza stampa tenuta questa mattina dal Pd sul tema della Capitale italiana della Cultura.
«Forse ci eravamo illusi – proseguono i capigruppo – ma ora appare evidente, dopo applausi di circostanza utili solo a mascherare una crescente frustrazione politica, il vero disagio: L’Aquila è tornata al centro dell’attenzione nazionale grazie a un solido percorso di rigenerazione che ha portato al riconoscimento di Capitale italiana della Cultura 2026. Un risultato raggiunto da quando il Pd non amministra più la città, o forse proprio perché non la amministra più».
«La cerimonia inaugurale, la presenza delle massime istituzioni dello Stato, l’attenzione dei media nazionali e internazionali – proseguono – hanno certificato ciò che è ormai sotto gli occhi di tutti, la nuova stagione di cui L’Aquila è protagonista. Ed è proprio questo successo, questa visibilità, questa credibilità riconquistata che infastidisce una parte della sinistra locale, rimasta prigioniera della narrazione del passato. Il progetto L’Aquila 2026 nasce da una manifestazione d’interesse pubblica, è stato costruito attraverso atti formali, passaggi amministrativi trasparenti, deliberazioni di Giunta e di Consiglio, un dossier pubblico, un Comitato dei garanti che comprende anche rappresentanti dell’opposizione, istituzioni regionali, Usra, Usrc ed enti partner. Parlare oggi di mancanza di trasparenza, o di esclusione, significa ignorare scientemente i fatti»
«Anche sul piano finanziario i numeri sono chiari e tracciabili con oltre 16 milioni di euro tra risorse ministeriali, Restart, fondi comunali e contributi privati. Si tratta di un investimento strutturale che affianca alla ricostruzione materiale una strategia culturale di lungo periodo. Altro che operazione effimera”, aggiungono i capigruppo in risposta alle accuse di opacità e mancanza di condivisione. La verità – sottolineano – è che mentre questa amministrazione lavora per costruire opportunità, reti, produzioni e strumenti duraturi, il Pd continua a muoversi con il solo obiettivo di ritagliarsi uno spazio mediatico, tentando di gettare ombre su un percorso che sta coinvolgendo istituzioni culturali, territori, operatori, giovani e comunità. Quando si dice di essere ‘pronti a fare la propria parte’ bisognerebbe dimostrarlo nei fatti, non convocando conferenze stampa polemiche proprio mentre L’Aquila è sotto i riflettori per un riconoscimento storico. Noi continueremo a lavorare, senza farci distrarre da chi confonde la critica costruttiva con la strumentalizzazione politica. Capitale italiana della Cultura 2026 è una sfida collettiva che stiamo affrontando con serietà, metodo e visione»
«In queste ore – aggiungono i capigruppo di maggioranza – assistiamo anche a un tentativo strumentale di distorcere il senso di un’intervista rilasciata dal sindaco a un quotidiano locale e ripresa da testate nazionali. Il sindaco ha risposto con trasparenza e senza ambiguità ricordando di aver giurato sulla Costituzione della Repubblica e di credere fermamente nei suoi valori. Gli aquilani lo conoscono bene e l’hanno dimostrato nelle urne elettorali. Chi oggi prova a costruire polemiche artefatte – concludono – lo fa per spostare l’attenzione dal merito delle cose e dal successo di un percorso che sta dando visibilità e credibilità alla città. Il sindaco non ha nulla da rivendicare se non la coerenza tra le parole e i fatti. Il resto appartiene al terreno della strumentalizzazione politica».
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