23 Gennaio 2026 - 10:33:32
di Marianna Galeota
E’ scontro sulla nomina della professoressa Laura D’Ambrosio nel consiglio di amministrazione dei Musei statali della regione Abruzzo, già candidata non eletta alle ultime elezioni regionali con il presidente Marco Marsilio.
A esprimere contrarietà alla nomina, il deputato del Partito Democratico Luciano D’Alfonso, che definisce la designazione da parte del ministro della Cultura Alessandro Giuli come «una scelta che appare come una ricompensa politica e che sconcerta, anche alla luce di precedenti noti alle cronache, come la gestione di un istituto scolastico in cui agli studenti veniva imposto di cantare Faccetta nera».
«Una candidata bocciata dagli elettori alle ultime elezioni regionali con Marsilio, oggi probabilmente richiedente e riconoscente – aggiunge D’Alfonso – Una decisione, quella del Ministro, che non può essere considerata isolata, ma che si inserisce in un sistema di potere avallato e sostenuto dal presidente Marsilio, che continua a causare, se non a promuovere da protagonista, scelte spregiudicate e di chiara matrice partitica nella gestione delle istituzioni pubbliche. Con quale criterio il ministro continua a consentire l’occupazione delle istituzioni culturali con esponenti del proprio partito, trasformando incarichi di prestigio in parcheggi per candidati bocciati e figure ideologicamente segnate e discutibili? Il tutto avviene nell’anno in cui l’Italia e l’Abruzzo celebrano L’Aquila Capitale italiana della Cultura, un appuntamento che meriterebbe competenza, autonomia e una netta distanza da nostalgie che l’Italia democratica dovrebbe aver definitivamente sepolto. Queste nomine non fanno bene né alla cultura abruzzese né a quella italiana».
Gli fa eco anche il consigliere regionale del PD Pierpaolo Pietrucci: «Apprendiamo, dalla pubblicazione sul sito del MiC, che il ministro Giuli ha nominato nel Cda dei Musei statali della regione Abruzzo una candidata bocciata dagli elettori alle ultime elezioni regionali con Marsilio. Una scelta che appare come una ricompensa politica e che sconcerta, anche alla luce di precedenti noti alle cronache, come la gestione di un istituto scolastico in cui agli studenti veniva imposto di cantare Faccetta nera. Con quale criterio il Ministro continua a occupare le istituzioni culturali con esponenti del proprio partito, trasformando incarichi di prestigio in parcheggi per candidati bocciati e figure ideologicamente segnate? Il tutto avviene nell’anno in cui l’Italia e l’Abruzzo celebrano L’Aquila Capitale italiana della Cultura, un appuntamento che meriterebbe competenza, autonomia e una netta distanza da nostalgie che l’Italia democratica dovrebbe aver definitivamente sepolto. Queste nomine non fanno bene né alla cultura abruzzese, né a quella italiana».
Immediata la replica del presidente della regione Marco Marsilio che ha espresso piena solidarietà alla D’Ambrosio, «oggetto – afferma – di una vera e propria aggressione squadristica da parte del Partito Democratico, prontamente rilanciata da ‘Repubblica’. Aggressione che si fonda su una calunnia e una mistificazione che va avanti da ormai tre anni, alimentata dal ‘grave torto’ che D’Ambrosio ha avuto di volersi candidare alle scorse regionali a mio sostegno. Perché, come è noto, se gli uomini e le donne impegnati nel mondo della scuola, dell’Università, della cultura, dell’arte e dello spettacolo si candidano con la sinistra diventano un modello di impegno civico e il loro contributo nobilita la politica e il partito in cui militano. Se accade lo stesso a destra, si chiama ‘occupazione del potere’ e si grida alla strumentalizzazione delle istituzioni culturali».
«Come dimostrato già nel 2024, nella scuola diretta da D’Ambrosio a nessun bambino fu mai ‘imposto di cantare Faccetta Nera’, come il fanfarone deputato del Pd D’Alfonso oggi torna ad accusare – prosegue il presidente – La D’Ambrosio, ricevuta la denuncia di un fatto così grave, attivò prontamente il relativo procedimento disciplinare. Nel corso del quale la docente ‘incriminata’ dimostrò abbondantemente che non ci fu alcuna apologia, né venne ‘imposto’ alcunché agli studenti, ai quali la canzone venne fatta conoscere solo per ricostruire il contesto culturale e sociale dell’epoca, debitamente introdotta da una chiara stigmatizzazione negativa. Peraltro, la docente accusata di ‘nostalgie fasciste’ si era contraddistinta sin dal 2016 per numerose e ripetute iniziative di rievocazione e celebrazione della Giornata della Memoria e di altre date simboliche della Resistenza e dell’antifascismo, in collaborazione con la locale sezione dell’Anpi. Per questo, e dopo due occasioni di incontro e chiarimento con i genitori della classe, il caso venne chiuso e archiviato. Ma, pur di attaccare il sottoscritto, quando la D’Ambrosio si è candidata alle regionali per sostenermi, la macchina del fango è ripartita, come se nulla fosse. Tornando a calpestare la dignità professionale e umana delle persone coinvolte, facendo strage della verità e costruendo una narrazione talmente irreale da poter essere creduta solo dai giornalisti di Repubblica, che ancora oggi la rilanciano senza alcun vaglio critico».
«Troppo ghiotta la notizia: Marsilio, Faccetta Nera, Giuli, evvai! Ma qualcuno può davvero e seriamente credere che nel gennaio 2023, nel terzo millennio, in una scuola della Repubblica, una docente faccia mettere in fila i bambini e gli insegni a cantare ‘Faccetta Nera’? Per educarli ‘fascisticamente’? Quanto bisogna essere bugiardi e mistificatori per diffondere certe notizie, e quanto bisogna essere allocchi e creduloni per cascarci? ‘Repubblica’ e i suoi giornalisti sempre all’erta vorrei capire se recitano la parte degli uni – i bugiardi – o degli altri – i creduloni – o entrambe. Mi auguro che la prof.ssa D’Ambrosio voglia valutare fino in fondo l’opportunità di querelare quanti la stanno calunniando, e che il fanfarone che dal suo comodo seggio della Camera la sta ingiuriando non si voglia vigliaccamente proteggere con l’immunità parlamentare di cui gode», aggiunge.
Marsilio sottolinea infine che con la nomina del cda, «prende finalmente corpo l’importante riforma voluta dal ministro Gennaro Sangiuliano e portata avanti dal ministro Alessandro Giuli, che ha valorizzato e promosso i Musei Archeologici Nazionali di Chieti, conferendogli autonomia e prestigio. Sono certo che il Ministero, la Direzione del Museo e l’intero CdA, con i suoi autorevoli e competenti componenti, sapranno rilanciare i Musei e l’intera città di Chieti che ha l’onore di ospitarli».
Solidarietà è stata espressa anche dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale d’Abruzzo, Massimo Verrecchia: «Esprimo la mia piena e convinta solidarietà alla prof.ssa Laura D’Ambrosio, oggetto in queste ore di un attacco violento, strumentale e ideologico che nulla ha a che vedere con il merito delle questioni e molto con una logica di delegittimazione politica tipica di certa sinistra. Quanto sta accadendo rappresenta una vera e propria aggressione personale e professionale, alimentata da ricostruzioni false, già smentite e archiviate da tempo, che vengono ciclicamente riesumate ogni qualvolta una figura libera e competente non si allinea al pensiero unico della sinistra. Una macchina del fango che colpisce una donna, una docente e una professionista stimata, colpevole soltanto di aver esercitato legittimamente il proprio impegno civile e politico».
LAQTV Live