24 Gennaio 2026 - 15:36:25
di Martina Colabianchi
L’Aquila si interroga sul proprio futuro urbano attraverso la presentazione della perimetrazione del nuovo Piano Territoriale Urbanistico, un passaggio che l’amministrazione comunale definisce storico.
L’incontro, svoltosi venerdì nella sede dell’Ance alla presenza di tecnici, docenti universitari e ordini professionali, ha delineato i confini entro i quali la città dovrebbe crescere e rigenerarsi.
Per l’assessore alle Politiche Urbanistiche, Francesco De Santis, si tratta di un passo avanti strategico per dotare il capoluogo di uno strumento moderno, capace di rispondere alle sfide della ricostruzione post-2009 e del ripopolamento, garantendo trasparenza e partecipazione.
«L’approvazione del PTU – ha detto in una nota l’assessore – rappresenta la pietra d’angolo per la costruzione del nuovo Piano Urbanistico Comunale, che sarà caratterizzato da un percorso di condivisione e partecipazione con ordini professionali, parti sociali e stakeholder. Voglio ringraziare tutti i cittadini intervenuti, i presidenti degli ordini professionali che hanno rappresentato visioni ed esigenze, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili che ci ha ospitato in una sala gremita e tutti i collaboratori dell’Ufficio di Piano, che stanno lavorando con grande impegno per consegnare alla città un piano urbanistico efficace, dinamico e capace di trasformare le esigenze di sviluppo in una visione concreta. Il prossimo appuntamento – conclude De Santis – sarà dedicato alla costruzione di un rapporto solido tra i nostri strumenti urbanistici e quelli dei comuni limitrofi».
Tuttavia, dietro la narrazione istituzionale di una pianificazione condivisa, emerge la voce critica dell’architetto Antonio Perrotti del Comitatus Aquilanus, che dipinge uno scenario decisamente meno rassicurante.
Secondo Perrotti, il Comune si muove all’interno di una cornice legislativa regionale definita “cervellotica” e lontana dalla realtà demografica dell’Abruzzo, che rischia di innescare una stagione di inevitabili contenziosi.
La perimetrazione presentata con la Delibera di Giunta di dicembre 2025 non sarebbe altro che un espediente per evitare le “inibizioni concessorie” che gravano sui Comuni inadempienti. L’architetto denuncia come il nuovo strumento includa un ampio inviluppo di aree libere del vecchio PRG e persino zone già vincolate dai Progetti Speciali regionali, prefigurando una futura densificazione che di fatto elude il principio del “consumo di suolo zero”.
Puntando sulle percentuali premio del 7% per le nuove edificazioni nelle aree agricole esterne, il piano rischierebbe di autorizzare l’edificazione di centinaia di ettari, tradendo gli obiettivi ecologici dichiarati.
Le critiche del Comitatus Aquilanus colpiscono anche la filosofia economica che sottende il piano. Viene contestata, in particolare, l’impostazione volta a sollevare una rendita immobiliare giudicata troppo bassa, attraverso una normativa deregolativa che spinge sull’uso della SCIA. Perrotti vede in questo approccio un rischio per la qualità urbana, con un addensamento edilizio meno attento agli standard e alle distanze minime, pur se ammantato da promesse di eccellenza tecnologica.
Resterebbero inoltre senza risposta i grandi nodi irrisolti della città: il destino del Piano CASE e dei nuclei MAP, la gestione delle aree a vincolo decaduto e, soprattutto, la mancanza di una strategia per offrire alloggi a basso costo e ad alta efficienza energetica.
Infine, emergerebbe anche un problema di metodo e di risorse. Nonostante l’apertura formale alla cittadinanza, il dibattito avrebbe visto l’assenza delle forze politiche, sindacali e delle associazioni, oltre a un mancato coinvolgimento preventivo di Regione e Provincia. A pesare è anche l’incertezza finanziaria sollevata dall’ingegnere De Amicis, ripresa da Perrotti: manherebbero all’appello i fondi necessari non solo per gli incarichi professionali, ma soprattutto per la realizzazione delle “armature urbane” e delle infrastrutture verdi indispensabili per rendere sostenibile il nuovo PUC.
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