25 Gennaio 2026 - 11:45:52

di Tommaso Cotellessa

In occasione della Giornata della Memoria della Shoah, il 27 gennaio, il circolo aquilano dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) promuove un momento di riflessione e confronto per ribadire il valore universale del ricordo e rinnovare l’impegno contro ogni forma di odio, razzismo e discriminazione.

L’appuntamento è fissato per martedì prossimo alle ore 18.00, nella sede del Muspac, in piazza d’Arti, via Ficara, all’Aquila.

Ospite della serata sarà Nichi Vendola, storico esponente della sinistra italiana da sempre impegnato nel contrasto di ogni forma di discriminazione. A dialogare con lui saranno esponenti del mondo associativo e culturale locale: la presidente dell’ANPI L’Aquila Roberta De Zuani, Pierin Giorgi del Movimento Celestiniano, la docente dell’Università degli Studi dell’Aquila Silvia Nanni e la presidente del Centro antiviolenza Silvia Frezza.

L’obiettivo dell’incontro sarà ripercorrere gli orrori della più grande tragedia del Novecento, la pagina più buia della nostra storia: il genocidio di oltre sei milioni di ebrei e lo sterminio nei lager nazisti di Rom, omosessuali, testimoni di Geova, persone con disabilità e oppositori politici.

Fu l’apice della ferocia nazista, ma anche la diretta conseguenza delle Leggi razziste promulgate dal regime fascista nel 1938. L’Italia di Mussolini, alleata di Hitler, ebbe un ruolo attivo nella repressione: tra il 1930 e il 1945 furono istituiti sul territorio nazionale 135 campi di concentramento, 85 campi di lavoro, 109 campi di prigionia e 15 campi della Repubblica Sociale Italiana, oltre a carceri, luoghi di internamento, confino e soggiorno obbligato. Con l’occupazione tedesca, quattro campi di smistamento divennero anticamera dei lager nazisti e a Trieste fu creato l’unico campo di sterminio in Italia, la Risiera di San Sabba.

L’iniziativa non vuole essere soltanto un momento di commemorazione, ma soprattutto un’occasione di impegno civile. Non a caso il titolo dell’evento è “Mai più – per ritrovare l’umanità perduta”.

Il presente, infatti, continua a essere segnato da guerre, nuovi genocidi, violenze sistematiche e persecuzioni che colpiscono popolazioni inermi, mentre i principi della dignità umana e del diritto internazionale vengono troppo spesso violati. In questo contesto, l’indifferenza e il silenzio rischiano di trasformarsi in complicità. Difendere la memoria significa dunque difendere l’umanità, oggi come ieri.