25 Gennaio 2026 - 18:45:00

di Tommaso Cotellessa

Si è chiusa oggi a Rivisondoli, dopo tre giorni di lavori tra Roccaraso e l’Alto Sangro, “Idee in movimento”, la convention nazionale della Lega. Una giornata conclusiva fitta di interventi politici, incentrata soprattutto sui temi della sicurezza, dell’immigrazione, dell’ordine pubblico, delle infrastrutture e delle prospettive politiche del partito guidato da Matteo Salvini.

Ad aprire la mattinata è stato il confronto dedicato ai porti, definiti “motore e futuro del Paese”, con il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, seguito dal panel sul ponte sullo Stretto, ribattezzato “il ponte degli italiani”, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli. Al centro del dibattito anche il tema del degrado urbano e delle baby gang, con l’intervento atteso del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Proprio Piantedosi è stato tra i protagonisti della giornata. Il titolare del Viminale ha confermato che il pacchetto sicurezza è in fase avanzata e potrebbe approdare in Consiglio dei ministri entro la prima settimana di febbraio. Un provvedimento che dovrebbe contenere circa sessanta norme, con una parte rilevante dedicata alla criminalità giovanile, fenomeno definito “in forte crescita”, soprattutto tra i minori. Tra i punti annunciati, anche una norma sulla non iscrizione automatica di poliziotti e carabinieri nel registro degli indagati, con l’obiettivo di ristabilire, secondo Piantedosi, un “principio di presunzione di liceità” nell’azione delle forze dell’ordine.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’immigrazione, con il ministro che ha rivendicato il calo degli sbarchi e ha sottolineato il legame tra seconde generazioni e fenomeni di devianza giovanile, ribadendo la linea del governo sul contenimento dei flussi e sulla gestione della sicurezza nelle città.

Nel corso della giornata sono intervenuti anche il vicesegretario Claudio Durigon, che ha ribadito l’unità del partito («la Lega è una e indivisibile»), e diversi dirigenti nazionali e territoriali. Durigon ha affrontato anche il tema dei diritti civili e del fine vita, sottolineando la libertà di riflessione interna al partito.

A chiudere la manifestazione è stato Matteo Salvini, che nel suo intervento finale ha toccato numerosi temi tra cui le polemiche interne ed esterne al partito. Non son mancate le stoccate all’ingobrante generale Vannacci. Salvini stesso ha definito la Lega, definita «una comunità e non una caserma», per poi delineare una distinzione fra “capitani” e “generali”.

«Qualcuno mi chiama ‘Capitano’. Ci sono capitani, generali, colonnelli e marescialli. La forza della Lega è la truppa, è il popolo, non il capitano. E’ voi, è perché ci siete voi e le idee, perché quelle non le ammazzi».

Ampio spazio anche alla politica internazionale, con un passaggio sulla guerra in Ucraina e l’invito a una soluzione negoziata. Il leader del Carroccio ha rilanciato anche le battaglie identitarie del partito, dalla famiglia tradizionale alla critica al “woke”, fino alla difesa della libertà di parola.

Salvini ha inoltre rivendicato i risultati politici della Lega al governo, dall’autonomia differenziata – che, ha assicurato, «diventerà norma entro la fine della legislatura» – alla riforma della giustizia e alla sicurezza, annunciando nuove mobilitazioni e appuntamenti politici, tra cui una manifestazione nazionale a Milano il 18 aprile.

Con la chiusura di “Idee in movimento”, la Lega archivia tre giorni di confronto e rilancio politico, ribadendo la centralità dei temi identitari e di governo in vista delle prossime sfide elettorali.