27 Gennaio 2026 - 12:27:35

di Martina Colabianchi

Uil Fpl Abruzzo e Fp Cgil Abruzzo Molise pronti alla proclamazione dello stato di agitazione regionale di medici e operatori sanitari.

Lo hanno annunciato in conferenza stampa i due segretari generali Antonio Ginnetti e Luca Fusari. Motivo della mobilitazione è il taglio delle somme previsto dal Decreto Calabria che ha ridotto notevolmente il salario accessorio.

Si tratta di una riduzione di circa 25 milioni di euro dei fondi che avrebbero dovuto compensare specifiche condizioni di lavoro, incrementare l’impegno del personale in reparti particolari e raggiungere obiettivi, definiti da accordi collettivi nazionali e integrativi aziendali.

I tagli, sottolineano i sindacati, si inseriscono nel contesto regionale già segnato da carenze di organico e turni estenuanti

«Abbiamo incontrato più volte l’assessore alla Sanità della Regione Abruzzo Nicoletta Verì che a dicembre scorso ci aveva assicurato di verificare le risorse relative al 2026, considerando non recuperabili quelle del 2024 e 2025 – spiegano i due segretari generali –. Al momento non abbiamo aggiornamenti su tale verifica e nessuna comunicazione rispetto all’incontro che l’ente regionale ci aveva assicurato per gennaio 2026. Saremo costretti ad azioni di lotta sindacale per risolvere un problema che incide fortemente non solo su chi opera nel comparto sanità ma anche sugli utenti che continuano a pagare, spesso con la riduzione e il mal funzionamento dei servizi, le decisioni imposte dall’alto».

I fondi accessori sono fondamentali per compensare condizioni di lavoro gravose, raggiungere gli obiettivi sanitari e garantire il benessere psico-fisico del personale e la qualità dell’assistenza, punti sui quali i segretari Antonio Ginnetti e Luca Fusari insistono: «Nei presidi ospedalieri le lavoratrici ed i lavoratori operano, quotidianamente, in condizioni di criticità, affrontando con coraggio e dedizione situazioni complesse e spesso pericolose, garantendo, malgrado anche le aggressioni quotidiane, il funzionamento del sistema sanitario e la sicurezza dei cittadini, il tutto con estrema professionalità ed impegno. Le condizioni di estremo stress, il sovraccarico di lavoro e le difficili condizioni operative contribuiscono all’allontanamento degli operatori dai reparti nevralgici e dal pubblico. A questo si aggiunge l’ulteriore sforzo economico richiesto, anche a loro, a seguito dell’innalzamento delle aliquote Irpef dovuto al risanamento del debito sanitario. Chi opera nella Sanità chiede solo quanto è giusto riconoscergli».

Alla conferenza hanno partecipato anche Giuseppe Trusso della segreteria regionale Uil Fpl e Maria Piccone, segretaria regionale Fp Cgil Medici.

«“Inoltre – concludono Ginnetti e Fusari – il sistema sanitario regionale non è più attrattivo per la dirigenza medica e i lavoratori del comparto e a farne le spese sono soprattutto le aree interne dove c’è già una forte carenza di organico e servizi. Se non rendiamo attrattive le strutture che operano in queste aree per i professionisti, soprattutto dal punto di vista salariale, avremo sempre più discrepanze tra le diverse zone dell’Abruzzo e a farne le spese, ribadiamo ancora una volta, sono i cittadini».