29 Gennaio 2026 - 09:42:42

di Martina Colabianchi

Ancora tensioni tra i sindacati abruzzesi sul fronte del salario accessorio nella sanità abruzzese, tema sul quale Uil Fpl Abruzzo e Fp Cgil Abruzzo Molise hanno promesso battaglia proclamando lo stato di agitazione di medici e operatori sanitari.

Motivo della mobilitazione è il taglio delle somme previsto dal Decreto Calabria che avrebbe ridotto notevolmente i fondi che avrebbero dovuto compensare specifiche condizioni di lavoro, incrementare l’impegno del personale in reparti particolari e raggiungere obiettivi definiti da accordi collettivi nazionali e integrativi aziendali.

Sul fronte opposto, però, si collocano le organizzazioni sindacali firmatarie del Ccnl Sanità 2022-2024, Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up che, in una nota, smentiscono quelle che definiscono «ricostruzioni allarmistiche e fuorvianti».

«Nel corso di un precedente incontro ufficiale tenutosi nei tavoli di confronto competenti, è stato infatti chiaramente rappresentato che le risorse relative alle annualità 2024/2025, per un importo complessivo superiore ai 20 milioni di euro, sono oggetto di valutazione e che non vi è alcuna decisione formale o definitiva che preveda decurtazioni a danno del personale sanitario – spiegano -. L’assessore regionale alla Salute ha inoltre manifestato l’impegno a individuare soluzioni idonee a garantire l’erogazione delle somme spettanti ai lavoratori, evitando qualsiasi penalizzazione».

«Alla luce di tali elementi, già noti e condivisi con le organizzazioni sindacali firmatarie, – continuano – risultano ingiustificate e dannose prese di posizione fondate su informazioni parziali o distorte, che rischiano unicamente di alimentare incertezza e tensioni tra il personale».

E si prevede una situazione tesa anche nel corso del Tavolo Regionale Permanente della Salute convocato per oggi pomeriggio dall’assessore Verì, che ha comunicato che temi all’ordine del giorno, tra gli altri, saranno il salario accessorio e le indennità di pronto soccorso.

I sindacati spiegano che queste tematiche «devono essere affrontate esclusivamente nei tavoli di confronto sindacale previsti dal Ccnl, riservati alle organizzazioni sindacali firmatarie, così come stabilito dalle regole delle relazioni sindacali. L’eventuale inserimento di tali argomenti in sedi improprie rappresenterebbe una forzatura istituzionale e un tentativo di mistificare il confronto, attribuendo visibilità e ruolo negoziale a soggetti non titolati. Per questo motivo, le sigle sindacali hanno formalmente rappresentato, nella nota inviata all’assessore e agli organi competenti, che qualora tali tematiche venissero comunque affrontate in contesti non legittimati, si riservano di far valere nelle sedi opportune le proprie prerogative di organizzazioni sindacali firmatarie del Ccnl».

«Qualora si giunga a un esito positivo della vicenda, senza alcuna decurtazione per il personale sanitario e con il recupero delle risorse disponibili, ciò sarà il risultato di un confronto serio, responsabile e condotto nel rispetto delle regole contrattuali, non di polemiche o allarmismi mediatici. Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up – concludono – confermano infine la propria disponibilità a un confronto corretto e trasparente, nel rispetto dei ruoli e delle sedi previste dal contratto: i lavoratori della sanità hanno bisogno di certezze, non di strumentalizzazioni».