29 Gennaio 2026 - 09:50:00
di Martina Colabianchi
Voto unanime è stato espresso dalla Seconda Commissione “Territorio, Ambiente e Infrastrutture” sulla richiesta di avvio di un’inchiesta pubblica per l’impianto Get Energy di Sulmona.
L’iniziativa, promossa dalla vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia, che vede il supporto del consigliere Pierpaolo Pietrucci e il sostegno delle colleghe del territorio, Maria Assunta Rossi e Antonietta La Porta, si fonda sulla necessità di superare le criticità emerse durante l’analisi del progetto. Nello Studio d’Impatto Ambientale (SIA) pubblicato dalla Regione, gran parte del processo produttivo risulta inaccessibile, con ben 18 pagine su 104 oscurate da segreto industriale.
«Si tratta di un grande risultato per il quale sento il dovere di ringraziare chi, sin dal primo momento, ha creduto in questa iniziativa – dichiara soddisfatta Marianna Scoccia -. Un ringraziamento particolare va al consigliere Pierpaolo Pietrucci per il sostegno tecnico e politico, e alle colleghe del territorio Maria Assunta Rossi e Antonietta La Porta, che hanno fatto squadra con me per dare voce alle preoccupazioni della Valle Peligna».
Scoccia ha inoltre tenuto a sottolineare il valore politico del voto: «Ringrazio sentitamente tutti i gruppi consiliari, sia di maggioranza che di opposizione. L’approvazione all’unanimità dimostra che, davanti a temi sensibili come l’impatto ambientale e la sicurezza dei cittadini, la politica è capace di assumersi le proprie responsabilità e di agire con compattezza».
Verrà nominato un commissario ad acta e saranno coinvolti esperti, enti sanitari (ASL e ARTA) e, soprattutto, i comitati e i cittadini.
«Non abbiamo mai chiesto un ‘no’ ideologico, ma noi vogliamo difendere la nostra terra», conclude la vicepresidente. «La Valle Peligna è un’area fragile che ha già dato troppo in termini di sacrifici ambientali. Con questo strumento, garantiamo che ogni decisione futura sarà presa alla luce del sole e basata su dati certi e inconfutabili. La nostra casa va difesa, e oggi le istituzioni hanno dimostrato di volerlo fare insieme».
Sono molteplici gli aspetti che preoccupano i cittadini. L’impianto, che prevede di trattare oltre 47.000 tonnellate di rifiuti plastici, verrebbe costruito in una valle chiusa, con già presenti altri impianti produttivi con rilevanti emissioni. A questo, si aggiungono forti preoccupazioni per l’impatto su salute pubblica e ambiente locale. Stando ai documenti ufficiali, saranno infatti presenti sei camini con emissioni annuali di altri contaminanti, ossidi di azoto, ossidi di zolfo e polveri.
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