30 Gennaio 2026 - 12:16:00

di Redazione

La Sala Ipogea del Consiglio regionale dell’Abruzzo ha ospitato il convegno “Verso una strategia cardiometabolica per proteggere il futuro – Obesità, diabete e lipoproteina(a)“. L’evento ha avuto come scopo quello di favorire il dialogo tra stakeholder istituzioni, comunità scientifica e associazioni per definire una strategia regionale di salute cardio-metabolica efficace e tempestiva, capace di far procedere di pari passo terapia e prevenzione.

L’iniziativa prende spunto dalle opportunità offerte dalla legge nazionale sull’obesità e dal Piano Nazionale della Cronicità, con l’obiettivo di favorire l’adozione di una normativa regionale complementare. In questo contesto si apre una concreta possibilità di rafforzare l’attuazione delle politiche sanitarie volte a contrastare la diffusione delle patologie metaboliche e a ridurre l’incidenza delle malattie cardiovascolari.


La tavola rotonda, moderata dal giornalista scientifico Federico Mereta, ha visto gli interventi di Guido Quintino Liris, Commissione Bilancio Senato della Repubblica, promotore dell’intergruppo parlamentare sulle cronicità; Massimo Verrecchia, Consigliere regionale, V Commissione Salute, Sicurezza sociale, Cultura, Formazione e Lavoro; Francesco Cipollone, Direttore dell’Unità operativa Clinica medica ASL Lanciano Vasto Chieti; Gloria Formoso, Direttore dell’Unità Operativa complessa Territoriale di Endocrinologia e malattie Metaboliche ASL Pescara; Maria P. A. Baldassarre, Presidente Abruzzo e Molise Società Italiana di Diabetologia (SID); Valeria Montani, Presidente sezione Abruzzo Associazione Medici Diabetologi (AMD) e Direttore di UOC Malattie Endocrine e Diabetologia ASL Teramo; Alessio Fresco, Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici (ANIAD); Iris Zani, Presidente Federazione Italiana Associazioni Obesità (FIAO); Oreste Di Mattei Di Matteo, Vice Presidente Federfarma Abruzzo. Tutte figure che nell’ambito territoriale osservano quotidianamente l’impatto delle patologie cardio-metaboliche su pazienti, famiglie e servizi sanitari.

«Parlare oggi di strategia cardiometabolica significa affrontare in modo strutturale alcune delle principali emergenze sanitarie del nostro tempo, che hanno un impatto diretto sulla qualità e sull’aspettativa di vita dei cittadini – ha dichiarato il senatore Guido Quintino Liris –. Da medico epidemiologo, ritengo fondamentale un approccio integrato che metta al centro la prevenzione, la diagnosi precoce e la continuità assistenziale, soprattutto nei territori più fragili e nelle aree interne».

«Le politiche portate avanti dal Governo vanno esattamente in questa direzione: rafforzare la sanità territoriale, sostenere i professionisti che operano ogni giorno sul campo e costruire una rete solida tra medici di medicina generale, specialisti, farmacisti e strutture sanitarie – prosegue Liris –. Solo attraverso una collaborazione sinergica tra istituzioni e comunità professionali è possibile rendere efficaci le strategie nazionali e tradurle in risposte concrete per i cittadini».

«L’obesità, il diabete e i fattori di rischio cardiovascolare richiedono modelli organizzativi moderni, capaci di intercettare i bisogni prima che diventino emergenze cliniche. Investire in prevenzione e in sanità di prossimità significa ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire il diritto alla salute anche a chi vive nei comuni più piccoli e nelle zone interne del Paese», conclude il senatore.

Accanto all’obesità, il convegno ha puntato i riflettori anche su altri due tasselli fondamentali. Il diabete, in particolare il tipo 2, resta una delle maggiori sfide di sanità pubblica: nonostante i progressi degli ultimi vent’anni sul fronte dei diritti e delle tutele, c’è ancora molta strada da fare per garantire una medicina territoriale capillare e di prossimità, capace di assicurare diagnosi precoce e monitoraggio continuo, nonché un accesso equo alle cure, in particolare ai farmaci innovativi.
Ancora meno conosciuto, ma non meno importante, è l’eccesso di lipoproteina(a) – Lp(a), un fattore di rischio indipendente e genetico, presente in 1 persona su 5, che raddoppia il rischio di infarto, ictus e stenosi aortica. Eppure, in Italia non esistono ancora programmi di screening precoce e trasversale gratuiti dedicati a questo indicatore, nonostante la comunità scientifica – e in particolare la European Atherosclerosis Society (EAS) – ne raccomandi la misurazione almeno una volta nella vita.

Con questa iniziativa, l’Abruzzo sceglie di non limitarsi alla diagnosi del problema, ma di aprire un percorso di lavoro che guardi al futuro e metta davvero al centro la salute cardiometabolica dei cittadini.