31 Gennaio 2026 - 12:02:55
di Marianna Galeota
«Rassicura, nell’impianto della riforma, la piena conferma dell’autonomia ed indipendenza della magistratura, la quale, nel suo insieme, giudicante e requirente, resta un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Preoccupa, tuttavia, il rischio che il pm perda la cultura della giurisdizione, cessando di essere quella ‘parte imparziale‘, che è giusto che sia, parte in quanto tale è il suo ruolo in un processo di tipo accusatorio, imparziale in quanto espressione di una pubblica funzione e non di interessi privati».
Lo ha detto questa mattina, in apertura dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, nell’aula magna della Corte d’Appello dell’Aquila, il presidente vicario della Corte d’Appello Fabrizio Riga, esprimendo la sua posizione critica nei riguardi della riforma della giustizia che sarà al centro del referendum costituzionale previsto per il 22 e 23 marzo.
Riga ha quindi auspicato «la più ampia partecipazione possibile» alla consultazione popolare e che il voto sia espressione «di un’opinione il più possibile informata e consapevole».
Non essendo previsto alcun quorum, infatti, «una scarsa partecipazione finirebbe per delegare a pochi una scelta che interessa tutti, mentre un voto non informato finirebbe inevitabilmente per essere condizionato da moventi e considerazioni che prescindono dai contenuti della riforma», ha precisato.
Riga ha quindi espresso piena solidarietà ai giudici chiamati a pronunciarsi sulla vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli, stigmatizzando gli attacchi di cui sono stati oggetto negli ultimi mesi: «Non si possono non stigmatizzare gli attacchi di cui sono stati vittime i colleghi chiamati, a vario titolo, a pronunciarsi sulla vicenda, a cominciare dalla Presidente del Tribunale dei Minorenni di L’Aquila, dr.ssa Cecilia Angrisano, fatta oggetto di insulti e minacce di ogni genere».
Nel novembre scorso con apposita ordinanza il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto la sospensione della potestà genitoriale a una coppia che viveva con i tre figli minori in un casolare privo di utenze in un paese della provincia di Chieti. I tre bambini sono stati trasferiti, e vivono tuttora, insieme alla madre, in una casa famiglia.
Secondo Riga gli attacchi ai magistrati sono «segno di un processo di progressivo imbarbarimento dei rapporti sociali che sembra, ahimé, inarrestabile e che l’accesso incontrollato all’uso dei social da parte della collettività ha amplificato in modo esponenziale. Alla dottoressa Angrisano e a tutti i colleghi, sia del Tribunale per i Minorenni sia di questa Corte, che sono stati chiamati a pronunciarsi sulla vicenda va, pertanto, la nostra piena e incondizionata solidarietà».
I DATI SUI REATI
Per quanto riguarda l’esame dell’andamento della criminalità nel distretto abruzzese, in base alla relazione del procuratore generale della Repubblica Alessandro Mancini, la regione non registra forme di criminalità organizzata autoctone, «ma non è immune dalla presenza e operatività delle mafie, come emerge dalla relazione 2024 della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), che evidenzia una dinamica criminale silente e immune, per ora, da azioni violente, interessata, in particolare, agli appalti pubblici»
La stessa fonte indica la presenza delle principali organizzazioni mafiose italiane: camorra, ‘ndrangheta e mafia foggiana che, pur non non risultando radicate con strutture stabili in Abruzzo, agiscono tuttavia per lo più in modo «diffuso e intermittente», con illecite finalità economico-finanziarie, orientate verso le zone costiere di Pescara e Chieti. I settori a rischio sono numerosi e riguardano in particolare la ristorazione, l’edilizia, la logistica ed i servizi ambientali, quali la gestione abusiva dei rifiuti.
Nel 2025, secondo i dati tratti da fonti Istat, dalla Direzione Investigativa Antimafia e dal Ministero degli Interni, riguardanti i delitti segnalati all’autorità giudiziaria dalle forze di polizia, la criminalità in Abruzzo si rivela sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma con una crescente percezione di insicurezza tra i cittadini.
Pescara risulta la provincia più colpita, posizionandosi al 31º posto in Italia, seguita da Teramo (53ª) e Chieti, con un sensibile incremento delle truffe digitali e dei reati predatori. In particolare, in base ai dati del 2025, riferiti al 2024, Teramo registra alti tassi di usura (99ª a livello nazionale) e violenze sessuali (15). Nel Chietino, alti indici di usura (3° posto), mentre l’Aquila registra criticità per contrabbando e tentati omicidi. Un fenomeno in forte crescita, inoltre, è quello delle truffe digitali, con circa 40 segnalazioni giornaliere nell’area di Pescara. I furti rappresentano il 44% delle denunce totali, con un aumento generale dei reati del +1,7% in Italia.
«Sebbene la criminalità non cresca in modo significativo – si legge ancora nella relazione – la sicurezza percepita cala, influenzata probabilmente dalla diffusione di truffe online e furti in abitazione. Va rimarcato, comunque, che tutti i fatti di maggiore gravità verificatisi nel periodo hanno visto i loro autori identificati ed assicurati alla giustizia».
In incremento in tutto il distretto abruzzese l’attività criminosa in materia di stupefacenti, nonostante la forte azione di contrasto delle forze dell’ordine, così come il fenomeno dell’usura. «In tale quadro – si precisa nella relazione – è stata posta particolare attenzione alle attività commerciali che, anche a seguito delle criticità economiche determinate dalla pandemia, potrebbero essere motivate a ricorrere al sistema di finanziamento illecito, con il rischio che la malavita possa inserirsi nel controllo delle attività produttive da assoggettare anche per finalità di riciclaggio del denaro provento di altre attività illecite».
l reati contro il patrimonio hanno un’incidenza statistica preponderante.
I furti, e in particolare quelli in abitazione, «ingenerano un allarme sociale nei cittadini a causa della violazione dell’intimità dell’ambiente domestico». Il fenomeno «appare direttamente collegato a isolati gruppi delinquenziali, spesso provenienti da province e regioni limitrofe (Pescara, Puglia,
Campania, Lazio). Di rilievo il fenomeno delle truffe compiute ai danni dei cittadini, soprattutto anziani.
Per quanto riguarda i reati in materia di violenza di genere, pur registrando una riduzione (20% in meno nel primo semestre 2025) restano consistenti, «nonostante l’attenzione e la tempestività degli interventi
di forze dell’ordine e magistratura». La preponderante parte delle misure cautelari richieste riguardano
reati facenti parte del Codice Rosso, nonostante l’opera di sensibilizzazione e l’impegno profuso in materia dalle istituzioni e dalle associazioni antiviolenza, i dati statistici restituiscono una situazione «di disarmante gravità».
Dal 1 luglio 2024 al 30 giugno 2025 nel distretto abruzzese non si sono registrati casi di femminicidio, cosi come nell’anno precedente.
Per quanto riguarda la criminalità minorile, la relazione restituisce un quadro peggiorato rispetto all’anno precedente Le cifre sono impietose (fonte C.N.R): nel 2025 si registrano 87mila aggressioni con coltelli o altre armi improprie e dal 2018 il dato è triplicato; dal 2018 inoltre sono triplicate anche le aggressioni agli insegnanti.
«Tra i minori – relaziona ancora Mancini – i reati in materia di stupefacenti (spesso condotti in forma di gruppo, al limite della costituzione di sodalizi ex art. 74 dpr 309/90) e contro il patrimonio, anche con uso di violenza sono molto diffusi, così sempre più preoccupanti sono episodi di abusi sessuali o anche in attività di prostituzione minorile e di relativo sfruttamento. Per quanto concerne, in particolare, la materia degli stupefacenti l’allarme è davvero rilevante. L’uso di sostanze stupefacenti è estremamente diffuso e raggiunge fasce di età anche di 11/12 anni; si diffonde nelle scuole o in prossimità di esse, in contesti sociali anche visibili, diviene quasi “normalità”, soprattutto in ragione della estrema facilità di reperimento delle sostanze, anche attraverso l’uso di smartphones, mediante accesso a piattaforme Telegram (o altre in uso ai giovanissimi) che fungono da vero e proprio supermercato anonimo, presso il quale é possibile acquistare di tutto».
Altro dato sconfortante è l’assenza di controllo dei genitori rispetto all’uso di stupefacenti e di alcool: «in alcuni casi (come in una indagine a Teramo) i genitori stessi assumono stupefacenti con i figli oppure li
accompagnano ad acquistare».
Gravi e crescenti sono anche le problematiche connesse a fenomeni penalmente rilevanti tramite il web (cyberbullismo, revenge porn, diffusione di materiale pedopornografico, challenge pericolose).
Si registrano numerosi casi di abusi sessuali, alcuni dei quali vengono «reclamizzati o commentati sul web».
«Alla frequenza di abusi sessuali si accompagna anche la loro efferatezza, come documentato in recenti casi (ad esempio, in Pescara e Sulmona) mediante condotte che per la loro rudezza e violenza dimostrano, oltre al totale spregio della persona, manifestazioni di disagio psichico negli autori e determino traumi difficilmente cancellabili nelle vittime, a volte anch’esse già in condizioni di pregresse sofferenze».

LAQTV Live