31 Gennaio 2026 - 19:36:37
di Vanni Biordi
La criminalità in Abruzzo non cala. I numeri del 2025 fotografano una situazione stabile rispetto all’anno scorso, ma i reati restano consistenti e cresce la percezione di insicurezza tra i cittadini.
A dirlo è il procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello dell’Aquila, Alessandro Mancini, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto abruzzese.
Pescara è la provincia con l’indice di criminalità più alto della regione e si colloca al 31esimo posto in Italia. Seguono Teramo e Chieti.
I dati arrivano da Istat, Direzione Investigativa Antimafia e Ministero degli Interni e riguardano i delitti segnalati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria.
In buona sostanza, i reati sono in aumento. Lo spaccio di stupefacenti cresce in tutto il distretto, nonostante l’azione di contrasto delle forze dell’ordine. Aumentano i furti, in particolare nelle abitazioni.
Le truffe online sono in forte espansione: nell’area metropolitana di Pescara arrivano circa 40 segnalazioni al giorno. Le vittime principali sono gli anziani, presi di mira da truffatori sempre più organizzati.
L’usura è un fenomeno diffuso ma difficile da quantificare. Le vittime vivono in uno stato di totale assoggettamento e denunciano solo quando la situazione diventa insostenibile o quando ricevono minacce che fanno temere per la loro incolumità e quella dei familiari. La dipendenza economica dagli strozzini tiene molte persone in silenzio.
Restano stabili ma consistenti i delitti contro le persone più vulnerabili come violenze sessuali, maltrattamenti in famiglia e atti persecutori. Sono numeri che preoccupano perché colpiscono chi è già in difficoltà.
Ogni provincia ha le sue criticità specifiche. Teramo registra alti tassi di usura e violenze sessuali. Chieti ha indici elevati di usura. L’Aquila soffre per contrabbando e tentati omicidi.
Il quadro complessivo che emerge dall’intervento del procuratore generale Mancini ci dice che la criminalità in Abruzzo non arretra e i cittadini si sentono sempre meno sicuri. Le forze dell’ordine continuano a lavorare, ma i numeri mostrano che serve uno sforzo maggiore, soprattutto su alcuni fronti come le truffe digitali e l’usura, reati che spesso restano sommersi fino a quando non è troppo tardi.
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