03 Febbraio 2026 - 11:59:02

di Beatrice Tomassi

«Spazio sprecato è qualsiasi spazio in cui non ci sia dell’arte».

Con questa suggestione di Andy Warhol si è aperta la conferenza stampa di presentazione dell’ampliamento e della riqualificazione della sede dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.

Si tratta di un intervento di circa 9,5 milioni di euro, stanziati dal Ministero per l’Università e la Ricerca nel 2024, che ha come obiettivi quelli di rendere gli spazi più fruibili e potenziare l’offerta didattica, di fatto trasformando l’Accademia in un vero e proprio Campus studentesco.

L’area d’intervento complessivo, tra superficie costruita e spazi esterni verdi o adeguati alle esigenze della popolazione studentesca, è pari a 22.880 metri quadrati da realizzarsi tra la sede storica, progettata dall’archistar Paolo Portoghesi, e il padiglione più moderno e all’ingresso stesso dell’attuale edificio.

Ed ecco dunque che i lavori riguardano la realizzazione di un parco fotovoltaico, capace di contribuire a rendere energicamente autonomo l’edificio, e la realizzazione di una cavea all’aperto concepita come spazio di aggregazione e teatro esterno per risolvere il dislivello attuale tra il parcheggio e gli spazi dell’Accademia.

Ma il cuore dell’intervento interessa gli spazi didattici, che saranno ampliati grazie alla realizzazione di nuovi padiglioni per una superficie di 1.200 metri quadrati destinati ad aule, laboratori, spazi espositive e ambienti comuni. I nuovi volumi dialogheranno con l’architettura esistente, riprendendone i segni distintivi, reinterpretandoli in chiave moderna.

«Il nostro obiettivo trasforma l’accademia in campus dove si fa formazione ricerca – ha detto il direttore Abaq Marco Brandizzi -. Tanti punti perché cerchiamo di migliorare tutti gli aspetti della nostra formazione, dai laboratori alle aule di materie teoriche alla biblioteca, punto per noi fondamentale: acquisiremo infatti più di 10 mila volumi».

Quando alle tempistiche, i lavori dovrebbero prendere il via entro la fine del 2026 e dovrebbero concludersi in circa due anni. Un progetto che parla non solo di vita studentesca e di formazione, ma anche di visione per il futuro della città, rafforzando il ruolo dell’Accademia come cuore creativo dell’Aquila.

 l Ministero dell’Università e della Ricerca aveva approvato lo stanziamento per l’ammodernamento strutturale e tecnologico dell’Accademia a dicembre del 2024.

L’investimento rientra in un piano nazionale per la valorizzazione delle infrastrutture scolastiche e dell’alta formazione.

L’iniziativa fa parte di un programma che prevede un finanziamento complessivo di oltre 272 milioni di euro destinati a 54 istituti italiani dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.

«Sono molto orgoglioso di questo traguardo raggiunto dalla nostra Accademia ed ottenuto con il lavoro e gli sforzi di tutti – ha aggiunto il presidente Rinaldo Torderaper questo voglio ringraziare tutti coloro che nel nostro istituto hanno contribuito ad ottenere questo risultato ma in primis mi preme di ringraziare il MUR nella persona del Ministro Anna Maria Bernini che ha immediatamente capito il valore di questo intervento mettendo a disposizione il finanziamento necessario. Un grazie va al Sindaco Biondi per l’appoggio e la collaborazione che l’amministrazione da alle nostre iniziative. Oggi abbiamo presentato il progetto che è stato approvato dall’Accademia e che passerà alla verifica e validazione da parte degli enti preposti per dare così il via alla fase della gara d’appalto. L’inizio dei lavori, rispettando il cronoprogramma, è previsto entro il 2026 per terminare in una eco di tempo di due anni».  

«L’ampliamento degli spazi dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila – ha concluso il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi rappresenta un investimento strategico sul futuro della città. Negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento significativo degli iscritti. Sono dati che raccontano una città sempre più attrattiva per i giovani e sempre più capace di dialogare a livello internazionale, il risultato di una visione che mette al centro la cultura come infrastruttura primaria, non accessoria. L’Accademia, con la sua storia di sperimentazione e con la sua capacità di innovare linguaggi e competenze, è uno dei pilastri della città contemporanea. In un anno così significativo come quello di Capitale italiana della Cultura, investire sull’Accademia significa rafforzare uno dei presìdi fondamentali del nostro ecosistema culturale e creativo. ‘Un territorio, mille capitali’ vuol dire anche questo: offrire opportunità concrete di formazione e lavoro, costruire le condizioni perché i giovani scelgano di restare o di venire a vivere nelle nostre aree interne».