05 Febbraio 2026 - 09:54:24
di Martina Colabianchi
Gli uffici della Soprintendenza troveranno sede a Palazzo Federici, insieme a spazi culturali tra cui archivi accessibili, biblioteca, una sala convegni e spazi espositivi per accogliere mostre nel cuore del centro storico aquilano.
Lo ha deciso una sentenza del Consiglio di Stato che, confermando integralmente quella del Tar, ha respinto l’appello presentato da una famiglia aquilana che voleva acquistare lo storico immobile.
Si chiude così un contenzioso durato anni e che parte dal luglio del 2023, quando gli eredi Federici firmano un accordo preliminare per cedere il palazzo a un gruppo di imprenditori aquilani. Pochi mesi dopo, la Soprintendenza interviene blindando l’edificio con un vincolo di particolare interesse culturale, decisione poi confermata dai giudici amministrativi nonostante il ricorso dei proprietari.
Nel febbraio del 2024, viene siglato il contratto di vendita definitivo tra privati, ma con una clausola vincolante: l’operazione è valida solo se il Ministero rinuncia al suo diritto di prelazione, diritto invece esercitato appena un mese dopo.
Ora, la sentenza del Consiglio di Stato sembra mettere ufficialmente la parola “fine” al ritorno delle attività commerciali all’interno del palazzo, in un momento storico già segnato da una crisi del commercio in città.
«È una sentenza importante che impatta sul centro storico cittadino – commenta il capogruppo Avs in Consiglio comunale Lorenzo Rotellini -. Bisognerà confrontarsi tra Comune e il Ministero della Cultura per capire che cosa succederà su Palazzo Federici, se torneranno realmente gli uffici come è stato dichiarato nei mesi scorsi, oppure se torneranno anche gli spazi commerciali al piano terra».
Un argomento su cui è necessario ragionare secondo il consigliere comunale, «come è importante ragionare su tutto quello che sta accadendo con il commercio cittadino non solo nel centro storico – prosegue -. Qui, come ho già detto nei giorni passati, chiuderanno ulteriori quattro negozi sul corso principale, il luogo più popolato del centro storico, mentre altri due hanno già chiuso. È quindi una riflessione che va fatta sul commercio cittadino».
«È necessario attivare degli Stati generali del commercio e confrontarsi con tutte le categorie che si occupano di commercio, con i commercianti ma anche con i residenti del centro, per capire cosa sta accadendo con le nostre attività commerciali». Poi, la stoccata finale: «È innegabile che la responsabilità di quello che sta accadendo con le chiusure dei negozi siano legate all’amministrazione Biondi e al binomio sindaco Biondi – vicesindaco Raffaele Daniele, che negli ultimi anni stanno uccidendo il commercio cittadino».
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