05 Febbraio 2026 - 11:41:59

di Martina Colabianchi

Tagli per circa 170 milioni di euro alla spesa sanitaria nel prossimo triennio: questa era stata la denuncia del capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale Silvio Paolucci a margine della presentazione del Programma Operativo 2026-2028 della Regione Abruzzo. I tagli andrebbero a colpire il personale sanitario, gli investimenti per la modernizzazione strutturale, dispositivi medici e farmaceutica e la medicina generale.

Ma a qualche giorno di distanza arriva dura la replica dell’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, che sottolinea come sia stato «proprio questo governo regionale ad aumentare di oltre 2mila unità le dotazioni organiche delle Asl e ad aver stabilizzato centinaia di precari assunti con procedure atipiche dal centrosinistra».

Lo sottolinea l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, intervenendo sulle dichiarazioni di un rappresentante dell’opposizione sui contenuti del Programma Operativo 2026-2028, approvato venerdì in giunta e trasmesso ai Ministeri affiancanti per la loro valutazione.

«Vorrei sapere – continua – in quale passaggio del provvedimento si parlerebbe di tagli e compressioni sul personale sanitario. E’ vero esattamente il contrario: viene infatti garantita immediatamente la sostituzione del personale che lascia il servizio per quiescenza o dimissioni, mentre per ulteriori assunzioni si dovrà fare riferimento ai tetti di spesa, che non sono stabiliti dalla Regione, ma vengono declinati da norme statali. Le uniche razionalizzazioni, come già stabilito nel precedente Programma Operativo approvato a luglio, riguardano il personale amministrativo, i contratti interinali e le consulenze esterne. Mi piacerebbe capire, quindi, quali sarebbero le azioni del Piano in cui si penalizza il personale, anche in considerazione del fatto oggettivo che dal 2019 ad oggi, la Regione Abruzzo ha speso 166 milioni in più sul personale del servizio sanitario».

Verì ribatte, inoltre, sulla questione del personale delle nuove strutture territoriali.

«Il tema – aggiunge – è stato affrontato in più occasioni, sia a livello regionale con i tavoli della medicina generale, sia a livello nazionale, nei tavoli tecnici e politici della Commissione Salute. Il punto è sempre quello dello scarso numero di medici che si registra in tutta Italia e non solo in Abruzzo. Penuria che permette, legittimamente, ai professionisti di scegliere le sedi e le funzioni che ritengono più conformi alle proprie, altrettanto legittime, aspettative e aspirazioni. Volevo ricordare alla minoranza, che di tanto in tanto riesuma questo argomento, che ad oggi non esiste alcuna norma che obblighi i medici ad accettare una sede di servizio. E vale sia per i convenzionati, sia per i dipendenti, che viste le tante opportunità disponibili negli ultimi anni, preferiscono rinunciare all’assunzione piuttosto che lavorare in una struttura non di loro gradimento. Mi preme però aggiungere che in Commissione Salute, tutte le Regioni sono al lavoro sulla questione del personale delle nuove strutture territoriali Pnrr e sono allo studio anche forme di flessibilità che permetteranno una corretta gestione dei nuovi presidi».