06 Febbraio 2026 - 09:22:10

di Marco Giancarli

La più che probabile, ma ancora non ufficiale, nomina di Patrizio Schiazza alla presidenza del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sta agitando gli animi di entrambi i versanti del Gran Sasso d’Italia.

Al centro delle feroci polemiche che in queste ore si stanno sollevando da più parti ci sarebbe il metodo usato per scegliere il successore dell’avvocato Tommaso Navarra.

Come sempre accaduto infatti è la politica a decidere e anche quel suo essere in quota Lega, farebbe di Schiazza il candidato giusto per andare ad occupare una casella che a quanto sembra spetterebbe di diritto agli uomini del “Carroccio d’Abruzzo”.

Senza entrare nel merito della competenza del candidato che sarebbe stato scelto, c’è da sottolineare la sua vicinanza a Emanuele Imprudente, assessore regionale leghista, che sul Gran Sasso ha posto la propria firma per introdurre vincoli ancor più stringenti.

Sulla questione sono diverse le prese di posizione che chiedono in modo netto alla politica, che scelte ricadenti sul territorio non vengano prese solo per appartenenza politica.

Al momento Schiazza è presidente dell’associazione Ambiente e/è Vita e, come ricordato, è persona molto vicina alla Lega essendosi candidato nel 2024 proprio con il Carroccio, nel collegio dell’Aquila alle elezioni regionali ed essendo stato ancora prima capo segreteria del sindaco di Sulmona Fabio Federico fino al 2013, oltre ad esser stato commissario dal 2010 al 2011 del Parco regionale Sirente Velino.

Dall’altra parte del Gran Sasso le reazioni all’ipotesi ‘Schiazza presidente’ non sono meno ruggenti con sindaci e amministratori locali sul piede di guerra pronti a dare battaglia.

Insomma, se così dovesse essere, sarebbe un inizio non dei migliori per questo nuovo corso, che molti si auguravano fosse di rottura rispetto a quello targato Navarra, anche lui nominato dalla politica, leggasi Luciano D’Alfonso.

Se sarà lui il nuovo presidente e se il medesimo sarà di rottura rispetto al passato questo lo vedremo con il tempo. Per il momento c’è da dire che si tratta di un nome che mette tutti d’accordo.

D’accordo sul fatto che forse non sia lui l’uomo giusto al posto giusto.