10 Febbraio 2026 - 16:28:47

di Tommaso Cotellessa

Si è conclusa senza esito positivo la fase di confronto tra i sindacati e Micron, l’ennesima azienda in difficoltà nel territorio marsicano e peligno. Il gruppo, attivo nel settore dei semiconduttori, procederà con il licenziamento di 23 lavoratori in tutta Italia, di cui 14 nello stabilimento di Avezzano.

A renderlo noto è la Fiom-Cgil della provincia dell’Aquila, che esprime forte preoccupazione per una decisione giudicata ingiustificata e potenzialmente preludio a ulteriori ridimensionamenti.

Micron conta complessivamente circa 500 dipendenti in Italia, di cui circa 100 nella Marsica, ed è considerata un’azienda in buona salute dal punto di vista economico e produttivo. Proprio per questo, secondo il sindacato, la scelta di procedere con i licenziamenti appare ancora più allarmante.

«Abbiamo richiesto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un incontro urgente — afferma Elvira De Sanctis, sindacalista Fiom-Cgil della provincia dell’Aquila — perché l’atteggiamento tenuto da Micron è preoccupante anche in relazione alle prospettive future. Parliamo di un’azienda che gode di ottima salute e che, nonostante ciò, decide di avviare licenziamenti: è necessario comprendere quali siano le reali intenzioni del gruppo rispetto al suo insediamento in Italia».

Secondo la Fiom-Cgil, durante il confronto non sono emersi margini per soluzioni alternative ai licenziamenti, né garanzie sufficienti sulla tenuta occupazionale nel medio periodo. Una situazione che si inserisce in un quadro già fragile per il tessuto produttivo del territorio marsicano e peligno, più volte colpito negli ultimi anni da crisi aziendali e vertenze occupazionali.

I sindacati chiedono ora l’apertura immediata di un tavolo istituzionale per fare chiarezza sul futuro dello stabilimento di Avezzano e per tutelare i lavoratori coinvolti, evitando che la vertenza Micron diventi l’ennesimo segnale di arretramento industriale in un’area strategica per l’economia regionale.